#see you after the finish line!

Siamo pronti? Avremmo corso abbastanza quest’estate? L’ultimo lungo è andato bene? A quest’ora dovremmo ormai aver fissato il nostro obbiettivo… 4 ore e 15 minuti? Sotto le 4 ore? 3 ore e mezza? Dai, esageriamo… vogliamo essere i primi esseri umani a scendere sotto le 2 ore prima che ci provi Eliud Kipchoge a Vienna nella stessa mattina in cui ci proveremo noi? Beh, forse così l’asticella l’abbiamo messa troppo in alto… Fa niente, l’importante è provarci! Quale che sarà l’obbiettivo e quale sia stato il percorso di preparazione che abbiamo fatto per arrivare a questo punto adesso è tutto pronto: possiamo solo gustarci l’attesa e tutto quello che ne consegue: il ritiro del pettorale, la vigilia, l’ultima cena (no… non quella di Leonardo Da Vinci, niente di così drammatico…), la notte insonne per qualcuno e una come tante altre per qualcun altro, la colazione (tre ore prima della partenza o meglio due ore prima della partenza? Vabbè, facciamo così, spaghettata a mezzanotte, grigliata alle tre e peperonata verso le cinque e un quarto!), il lungo rito della vestizione (avete presente quando nel film Il Gladiatore i lottatori si preparano con le armature e le armi e poi una carrucola li solleva in alto e si aprono le porte e si ritrovano in mezzo al Colosseo?? Beh, così…). E a quel punto non rimane da fare altro che spintonarsi con altre migliaia di concorrenti come succede in un formicaio all’ora di punta per prendere posto sotto lo striscione del via! Ancora qualche secondo… 5…4…3…2…1… Via!

TRIVIA 25/25: … ed ecco il percorso della gara!

TRIVIA 25/25

Ci siamo!!!! State facendo il conto alla rovescia per la partenza della maratona di Bucarest? Siete curiosi di conoscere il percorso della gara? Sembra un gomitolo di lana tutto annodato… eccolo:

A questo link potete vederlo nel dettaglio: http://bucharest-marathon.com/en/traseu/
Ora non ci rimane che correre!!!! 
Buona maratona a tutti!

TRIVIA 24/25: Se vi viene fame… guida ad alcuni ristoranti di Bucarest

TRIVIA 24/25

Mancano solo due settimane alla maratona di Bucarest. E’ il momento di cominciare a parlare di cose serie… dove andare a mangiare?

Ecco alcuni locali curiosi dove, se vi viene fame, potrete andare a soddisfare le vostre voglie: la Taverna Covaci (http://www.taverna-covaci.ro/) situata in Strada Covaci n°1, a pochi passi dal Museo del Kitsch. Oppure per rimanere in tema il Restaurant Excalibur (http://www.restaurantexcalibur.ro/en/) situato in Strada Academiei, 39-41, vicino alla chiesa Cretulescu nei pressi del parco Cismigiu.

Se non siete così tanto cavallereschi, ma siete un po’ rock ‘n’ roll vi andrà bene anche l’Hard Rock Cafe (https://www.hardrockcafe.com/location/bucharest/ro/). Bisognerà fare un po’ di strada per raggiungerlo perché si trova all’interno del Parco Herastrau. Sempre in quella zona, ma non proprio a buon mercato si trova anche il Restaurant Isoleta (https://isoletta.ro/), situato in una location magnifica si tratta di un ristorante di cucina italiana (se sentite la mancanza di casa…).

Ovviamente ce ne sono anche molti altri… però non posso dirvi tutto io! Perciò cercateli da soli, aggirandovi fra le vie di Bucarest. Sarà molto più divertente che seguire le indicazioni di qualcun altro…

TRIVIA 23/25: Siete tipi da museo? Tranquilli, ce n’è per tutti i gusti…

TRIVIA 23/25

Amate l’arte? Siete rimasti affascinati dal Guggenheim Museum di Bilbao? Vabbè… siete casi irrecuperabili… però potrebbero interessarvi il Museo nazionale di arte, il Zambaccian Museum e il Theodor Pallady Museum (http://www.mnar.arts.ro/en/). Le collezioni comprendono opere degli artisti rumeni Constantin Brâncuşi, Nicolae Grigorescu e come dimenticare… Gheorghe Tattarescu!! Chi non li conosce!? Beh, scherzi a parte Constantin Brâncuşi è famoso veramente… giuro!

Ok… ho capito! Prendiamo l’arte e mettiamola da parte… Che ne dite allora del Museo dei Sensi (https://www.museumofsenses.ro). Se l’anno scorso vi siete persi il Museo dell’illusionismo di Ljubljana potrete rifarvi a Bucarest. Si tratta grosso modo dello stesso tipo di esposizioni: vi ricordate la stanza di Ames in cui la prospettiva inganna e fa sembrare tanto basso uno tanto alto e al contrario uno tanto basso lo fa sembrare tanto alto? Beh, ce n’è una uguale anche in questo museo.

Se l’arte non fa per voi, le illusioni ottiche vi fanno venire il mal di testa… provate con il Museo nazionale di scienze naturali Grigore Antipa (https://antipa.ro/). Potrete dare un’occhiata a qualche diorama (sempre che sappiate cos’è un diorama…).
Altrimenti ecco alcuni musei… tecnici: il Museo dell’aviazione (Soseaua Fabrica de Glucoza, 2-3, Bucarest), il National Military Museum (Strada Mircea Vulcanescu, 125-127, Bucarest) oppure il Museo della tecnologia Dimitrie Leonida (Strada General Candiano Popescu, 2, Bucarest).

Se invece siete rimasti affascinati dal Palazzo del Popolo potrebbe interessarvi la residenza di Nicolae Ceausescu durante il periodo della dittatura. Si tratta del Primaverii Palace (https://casaceausescu.ro/) situata in Bulevardul Primaverii, 50.

Infine, per gli inguaribili Peter Pan… a pochi chilometri dalla terme c’è Edenland Park (http://edenland.ro/) un parco avventura in cui arrampicarsi e lanciarsi in volo dagli alberi, sfidarsi a paintball, tiro con l’arco e airsoft oppure andare a cavallo… oppure semplicemente rilassarsi all’interno di un parco tematico.

TRIVIA 22/25: Il quartiere Lipscani, cioè il centro storico…

TRIVIA 22/25

Il quartiere Lipscani sarà moooolto probabilmente il posto dove passeremo la maggior parte del nostro tempo libero a Bucarest, perciò meglio cominciare a conoscerlo meglio. Si tratta del centro storico della città, miracolosamente scampato alla demolizione voluta da Ceausescu per far posto al Palazzo del Parlamento.

Fra i suoi vicoli e le sue stradine sono nascosti angoli di Bucarest molto caratteristici che in qualche modo ci lasciano assaporare la sua atmosfera gioiosa e di festa: qui si trovano pub, bar, ristoranti e caffetterie. Appena passata la mezzanotte il quartiere si trasforma in una discoteca; c’è l’imbarazzo della scelta. Si scende nei seminterrati come il Beluga Music & Cocktail (http://www.belugamc.ro), si sale con l’ascensore come al Nomad Sky Bar (https://www.nomadskybar.ro) oppure si attraversa il Pasajul Macca-Villacrosse, una galleria tra due palazzi con il tetto in vetro, molto rinomata tra gli avventori di narghilè.

Molti sono anche i ristoranti che affollano il quartiere: alcuni sono fra i più antichi della città, vi ricordate del Caru cu Bere? E sempre in zona c’è anche un antico caravanserraglio, l’Hanu’ lui Manuc. Oppure che ne dite di un locale turco in cui cenare guardando una danzatrice del ventre al Divan Restaurant (http://thedivan.ro). Altrimenti anche solo un gelato alla Cremeria Emilia (http://cremeriaemilia.ro)!

Una volta soddisfatto il nostro stomaco nel quartiere Lipscani possiamo nutrire anche i nostri appetiti culturali visitando il Monastero Stavropoleos, una chiesa ortodossa, gioiello dell’architettura rumena (guardatela dentro… come ogni chiesa ortodossa la vera bellezza non è tanto l’esterno quanto le decorazioni interne!). Lo stesso discorso vale anche per la piccola Chiesa Cretulescu. A pochi passi dal caravanserraglio di cui parlavamo in precedenza si trova Curtea Veche, i resti dell’antica corte fatta costruire dal principe Vlad Tepes III, anche conosciuto come…? Già, Dracula!

Siete più tipi da museo!? Non preoccupatevi, ci sono anche quelli… il Museo di Storia Nazionale (https://www.mnir.ro) conserva una copia dei calchi della Colonna Traiana di Roma (giusto per sentirvi un po’ a casa…). Siete belli strani, però se vi piace il genere c’è anche il Museo del Kitsch (https://kitschmuseum.ro).

E quando sarete stufi… a poca distanza c’è il Parco Cismigiu per qualche passeggiata rilassante. O che so, magari per una corsetta!

TRIVIA 21/25: Nicolae Ceausescu… il Genio dei Carpazi

TRIVIA 21/25

La matematica è una scienza esatta, la Storia invece è una scienza relativa. E’ risaputo (e se non lo sapevate, adesso lo sapete) che la Storia con la S maiuscola viene scritta SEMPRE dai vincitori e mai dagli sconfitti. Avete mai letto un libro dei Cartaginesi? Oppure una storia della scoperta dell’America scritta da un azteco? No, non in questo universo… Se cercassimo informazioni di uno dei periodi più controversi della storia rumena facendo affidamento a quello che dice la maggior parte di libri, documentari, blog e articoli di giornale ci faremmo un’idea di Nicolae Ceausescu decisamente tetra: un dittatore megalomane responsabile delle più scellerate crudeltà immaginabili. Questo vi avrei scritto… poi però mi è venuto in mente un documentario sull’argomento visto da bambino (ancora non potevo capirci niente di politica…) in cui il reportage sugli ultimi giorni di vita del dittatore rumeno e della moglie Elena (allerta spoiler!!) con tanto di processo farsa e fucilazione finale, mi aveva lasciato un senso di insoddisfazione, come se le cose fossero andate nel verso sbagliato, come se la Storia non dovesse essere raccontata così. Allora (per una volta google è risultato utile!!) ho cercato informazioni sui siti che apparentemente raccontavano la Storia mettendola sottosopra. Eh, beh… vista a testa in giù tutta la faccenda assume contorni diversi.

Potrei scrivere per ore intere sull’argomento, ma tanto nessuno di voi lo leggerebbe. Nemmeno io leggo i post e gli articoli più lunghi di cinque minuti, già così è una bella soglia di attenzione!! Perciò se proprio vi interessa conoscere la Storia… beh, in base alle vostre convinzioni politiche e sociali potete leggere questi articoli.

(oppure potete leggerli tutti, fare le vostre valutazioni e poi decidere da soli quale possa essere la Storia… tanto tutto è relativo…)

Se avete una leggera inclinazione di sinistra, siete comunisti, socialisti… se vi piace Che Guevara o Karl Marx potete leggere questi articoli:

http://www.palermoparla.news/2017/06/20/ceausescu-una-storia-da-riscrivere/

https://dirittointernazionaleincivica.wordpress.com/2016/06/26/la-messinscena-va-in-onda/

http://noicomunisti.blogspot.com/2016/12/la-romania-di-ceausescu-oltre-i-luoghi_14.html

https://www.romeninitalia.com/2012/10/ceausescu-menzogna-e-verita-sulla-fine.html

 

Se invece preferite stare a destra, siete capitalisti… beh, affari vostri… però allora è meglio che leggete questi articoli e lasciate stare gli altri, perchè non vi piacerebbero:

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/cos-vivevano-i-figli-diavolo-nella-romania-ceausescu-1494738.html

http://culturaromena.it/un-passato-che-non-si-dimentica/

https://www.vice.com/it/article/nn8zvz/vita-quotidiana-nella-romania-comunista

http://www.frontieratv.it/articolo.asp?id=301

C’è anche un documentario (però dipende sempre da che parte preferite stare, destra o sinistra?) Se volete dargli un’occhiata: Nicolae Ceausescu. Oro e sangue

https://youtu.be/Jp3SIQX1MXA

Per la nostra visita a Bucarest, Nicolae Ceausescu è importante perché è quello che ha fatto costruire quel mega palazzo che sta proprio di fronte al nostro albergo. Quello grande, grande… oltre il quale comincia la nostra maratona.

Ci siamo persi?! Serata finale del Corri con noi 2019…

Ieri sera il Marathon Club ha brevettato una nuova disciplina sportiva che secondo me dovrebbe assolutamente essere inclusa alle Olimpiadi: l’orienteering al buio sotto l’acqua!! In pratica è una gara di orientamento in condizioni sfavorevoli che sembra un mix di corsa e nuoto… (solo io sono finito in quella pozza d’acqua in mezzo al prato in cui nuotavano gli alligatori??). Si partiva dal parcheggio della Mottolino, poi bisognava raggiungere il punto di controllo (… il termine tecnico è lanterna) che sulla cartina è contrassegnato dal n°1. Forza! Date un’occhiata alla cartina e ditemi se non è ovvio che il punto in questione si trova dietro alla partenza della Mottolino, un po’ più su lungo la strada sterrata…?! E poi da lì si doveva raggiungere la n°2: tanto, ma proprio tanto in alto lungo lo stradone che va fino al Passo d’Eira. C’era anche un altro modo per raggiungere la due: qualcuno ha pensato di passare per il bosco e già che c’era raccogliere qualche fungo che con la pioggia proliferano (poco dopo gli stessi due furbi hanno anche cercato di svaligiare un orto, sempre mentre stavano cercando la lanterna n°4). Dalla due si scendeva in picchiata, chi per il prato, chi per la strada, chi con il parapendio… ah, no, quello no… fino al parcheggio in via Pontiglia per raggiungere la n°3. Passando per il prato che dal parcheggio della Mottolino arriva in paese bisognava affrontare gli alligatori e le anaconde che infestavano le paludi: prima all’andata e poi al ritorno perchè la n°4 era vicino alla n°2, perciò bisognava rifare la salita. La n°5 era un vero enigma mimetizzato fra i rami di un albero… c’è ancora chi sta cercando nella zona di Pemont e non è ancora tornato a casa! E poi che dire della n°6?? Qualcuno è arrivato fino all’Alexander per cercarla e forse se non gli fosse venuta fame sarebbe arrivato fino alla Forcola: in realtà si trovava vicino al condominio Teola, proprio sul tornante! A quel punto non rimaneva altro da fare che arrivare fino al Mond Vei, timbrare l’ultimo punto di controllo e sedersi a mangiare. Eppure anche in questo caso qualcuno si è perso… però loro sono giustificati, in fondo avevano già raccolto funghi e ortaggi lungo il percorso, perciò perchè fermarsi al ristorante?!?! Insomma, l’avrete capito… ci siamo divertiti tantissimo! E non siamo nemmeno arrugginiti!

Il Corri con noi per quest’anno finisce qui… anzi, no! C’è ancora una sorpresa! Maggiori dettagli nei prossimi giorni…

TRIVIA 20/25: Quella volta che a Bucarest spostarono le chiese…

TRIVIA 20/25

Questa volta parliamo di quella volta che a Bucarest spostarono le chiese. Vi ricordate della prima curiostità che abbiamo scoperto sulla Romania? Quell’enorme edificio che è entrato nel Guinness dei record per essere uno dei più grandi al mondo? Stiamo parlando ovviamente del Palazzo del Parlamento. Negli anni Ottanta per fargli posto venne completamente ridisegnato il centro di Bucarest: circa novemila edifici tra case, chiese e sinagoghe furono distrutti per volere del dittatore Nicolae Ceausescu. I lavori per la mega-struttura richiesero la demolizione di 7 chilometri quadrati di edifici e il trasferimento di oltre 30mila residenti. Non tutti gli edifici del centro però furono demoliti: grazie all’intervento di un ingegnere civile si salvarono diverse chiese, una banca, un ospedale e alcuni condomini.
Un giorno, mentre si trovava nell’area che sarebbe stata demolita, Eugeniu Iordachescu vide una bellissima chiesa e cominciò a chiedersi come avrebbe potuto evirtarne la distruzione. Ne discusse con i suoi colleghi ingegneri, che però gli diedero del pazzo. Poi un giorno ebbe un’idea guardando un cameriere che portava un vassoio pieno di bicchieri. Capì che il segreto per evitare che i bicchieri si rompessero stava nel vassoio e iniziò a progettare un vassoio adatto a trasportare gli edifici. Il procedimento era più o meno questo: venivano tagliate le antiche fondamenta, l’edificio veniva sollevato per infilarci sotto il vassoio. A quel punto veniva imbragato il tutto e attraverso un sistema di rotaie e pulegge – qualche metro all’ora – veniva trascinato nella nuova sede. La strada e la logistica dello spostamento dovevano essere pianificate in anticipo, poiché sarebbe stato impossibile intervenire lungo il percorso. Il progetto di Iordachescu fu approvato nonostante i molti scetticismi iniziali. Il primo edificio spostato fu una chiesa del diciottesimo secolo, la Schitul Maicilor: pesava 745 tonnellate e fu ricollocata a 245 metri dalla sua sede originale. L’equipe di Iordachescu riuscì anche a spostare una chiesa del sedicesimo secolo con tanto di campanile, un monastero di 9mila tonnellate che venne spostato di 24 metri e addirittura alcuni condomini, a volte con le linee dell’acqua e del gas ancora collegate. Alla fine le chiese salvate dalla demolizione furono dodici e ancora oggi si possono ammirare nascoste tra gli edifici sorti attorno al Palazzo del Parlamento. Per la sua impresa Iordachescu fu soprannominato l’angelo custode delle chiese e fu insignito della massima onorificenza del patriarcato ortodosso.

Risultati delle Energy2Run Cancano

Domenica 25 agosto è andata in scena la seconda edizione della Energy2Run Cancano. Ecco i risultati dei livignaschi:

25/08/19Energy 2 Run CancanoDessi Matteo01.14.20
25/08/19Energy 2 Run CancanoBormolini Andrea01.19.27
25/08/19Energy 2 Run CancanoMottini Manuel01.19.50
25/08/19Energy 2 Run CancanoDonchi Alessandro01.21.03
25/08/19Energy 2 Run CancanoConfortola Monica01.25.49
25/08/19Energy 2 Run CancanoSensoli Filippo01.25.51
25/08/19Energy 2 Run CancanoLenatti Mauro01.26.10
25/08/19Energy 2 Run CancanoCusini Sergio01.27.10
25/08/19Energy 2 Run CancanoMartinelli Nicola01.28.34
25/08/19Energy 2 Run CancanoGalli Fausto01.28.50
25/08/19Energy 2 Run CancanoLazzeri Matteo Gervasio01.31.11
25/08/19Energy 2 Run CancanoGastaldini Daniele01.33.10
25/08/19Energy 2 Run CancanoLeoni Loris01.33.40
25/08/19Energy 2 Run CancanoTrabucchi Lionello01.34.39
25/08/19Energy 2 Run CancanoMazzucchi Roberto01.35.42
25/08/19Energy 2 Run CancanoCusini Maurilio01.35.45
25/08/19Energy 2 Run CancanoRodigari Roberto01.36.00
25/08/19Energy 2 Run CancanoOcchi Carlo01.36.35
25/08/19Energy 2 Run CancanoAndreola Jenny01.36.39
25/08/19Energy 2 Run CancanoCusini Lino01.38.11
25/08/19Energy 2 Run CancanoCantoni Elfrida01.39.45
25/08/19Energy 2 Run CancanoConfortola Maria Domenica01.41.07
25/08/19Energy 2 Run CancanoUsai Elena01.41.54
25/08/19Energy 2 Run CancanoViviani Dario01.41.54
25/08/19Energy 2 Run CancanoBormolini Silvano01.42.53
25/08/19Energy 2 Run CancanoFaifer Monica01.43.35
25/08/19Energy 2 Run CancanoViviani Vanni Lorenzo01.46.03
25/08/19Energy 2 Run CancanoCusini Ceno01.46.29
25/08/19Energy 2 Run CancanoCurti Silvia01.48.49
25/08/19Energy 2 Run CancanoGrossi Sabrina01.51.24
25/08/19Energy 2 Run CancanoBortolotti Mauro01.54.22
25/08/19Energy 2 Run CancanoMartinelli Giovanna02.08.01
25/08/19Energy 2 Run CancanoViviani Manuel02.20.39
25/08/19Energy 2 Run CancanoGalli Cristina02.20.39
25/08/19Energy 2 Run CancanoConfortola Roberta02.22.58

TRIVIA 19/25: Catalina, una vita sotterranea… e Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest

TRIVIA 19/25

Un fotografo e antropologo italiano esplora il sottosuolo di Bucarest, dove vivono decine di senzatetto.

Massimo Branca ha incontrato per la prima volta Catalina nel 2013, quando lei aveva 17 anni. “Sorrideva sempre con cautela e un po’ di vergogna, perché un paio di anni prima aveva perso i denti davanti“, racconta il fotografo. “Più guardavo i suoi grandi occhi neri e più mi sembravano misteriosi. Ci ho messo molto per capire quanto aveva sofferto nella sua breve vita“. Al tempo, Catalina viveva con un gruppo di senzatetto dentro, intorno e soprattutto sotto la Gara Nord, la più grande stazione di Bucarest, la capitale della Romania. Abbandonata in ospedale alla nascita, era cresciuta in orfanotrofio fino all’età di sei anni, poi era stata ricongiunta alla sua famiglia; ma a 12 anni era scappata di casa e a 13 aveva cominciato ad assumere droga per via endovenosa.
Branca ha fotografato la vita di Catalina nell’ambito di un progetto più vasto, “Under the Surface“, che intende documentare la vita degli abitanti dei tunnel di Bucarest. Caldi, umidi, stretti, i tunnel furono scavati all’epoca della dittatura comunista di Ceausescu nell’ambito di un progetto per il riscaldamento centralizzato della città. Oggi fanno da casa a diverse generazioni di ragazzi di strada o clochard che vi accedono attraverso piccoli buchi nel terreno.
Branca ha esplorato i tunnel per la prima volta nel luglio 2013, dopo aver ricevuto l’autorizzazione del loro leader di fatto, un uomo che si fa chiamare Bruce Lee e che controlla tutti gli aspetti della vita sotterranea, comprese le forniture di cibo e di elettricità. Branca lo ha convinto che assieme al suo collega non voleva realizzare un rapido reportage, ma analizzare da un punto di vista antropologico i rapporti sociali di tra gli abitanti del sottosuolo.
In inverno, fino a 40 persone si ammassano in un tunnel di pochi metri quadrati per restare al caldo. “Voglio che la gente capisca come si vive per strada, e che diventi più aperta e tollerante verso i senzatetto, qui o altrove“, racconta Branca. “Voglio che il pubblico riesca a immaginare com’è la vita nel sottosuolo, senza avere gli occhi annebbiati dalla pietà, dai pregiudizi o dalla paura“. Secondo Branca, gran parte degli abitanti dei tunnel soffrono di tubercolosi, epatite o Aids, e sono dipendenti da droghe come l’eroina, il mefedrone o l’Aurolac, una vernice argentata che viene messa in buste di plastica e inalata. Quasi tutti finiscono nei tunnel per mancanza di stabilità in famiglia: molti sono orfani, o sono stati cacciati di casa dopo aver contratto il virus HIV, o sono scappati da una storia di povertà o abusi.
Branca sostiene di non puntare allo shock con il suo lavoro. Vuole che chi guarda le sue foto provi comprensione e compassione per le persone che vi compaiono: la gente come Catalina, dice, è degna di empatia e di amore. “Credo che immagini scioccanti allontanerebbero ancora di più la gente comune da queste persone, e il mio scopo è esattamente il contrario“, continua il fotografo. “Voglio che chi guarda capisca che anche lui potrebbe ritrovarsi in quella situazione, e cambi atteggiamento verso questo tipo di problemi“.
Pur tenendo al suo ruolo di osservatore neutrale, Branca ha provato ad aiutare Catalina. Nel gennaio 2014 la ragazza svenne per aver respirato esalazioni nocive da un generatore difettoso e si procurò una brutta ustione a una gamba urtando contro una conduttura. Il fotografo la portò in ospedale, e in seguito in una casa famiglia, dove lei riuscì a stare lontana dalla droga per qualche settimana e gli giurò che avrebbe smesso per sempre.
Durante il suo periodo “pulito” Catalina mangiava e dormiva per gran parte del tempo, cercando di alleviare i sintomi dell’astinenza. Ma dopo un po’ la ragazza implorò il fotografo di riportarla nei tunnel, e nel giro di poche settimane ricominciò a drogarsi.
Ho provato in tutti i modi ad aiutarla“, dice oggi Branca. “Per me era diventata una persona a metà strada tra una sorella e una figlia. Sapevo che non era in buona salute, ma tanti altri abitanti dei tunnel stavano molto peggio di lei. Era molto indipendente, e non ho mai pensato alla possibilità che morisse“.
Ma il 28 maggio 2014, un mese dopo aver compiuto 18 anni, Catalina è morta. Il referto ufficiale parla di arresto cardiorespiratorio; in realtà a ucciderla sono stati l’AIDS e un’infezione che da una vena in cui si era iniettata la droga, ha viaggiato fino al cervello.

Il reportage completo di Massimo Branca lo potete trovare sul suo sito internet. Dategli un’occhiata, perchè è veramente molto interessante: http://www.massimobranca.com/insideoutsideunderbucharest

 

… e Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest

Se volete approfondire la realtà degli abitanti del sottosuolo di Bucarest allora non potete perdervi questo film del 2008 che racconta la vera storia di Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest: Pa-ra-da
https://www.youtube.com/watch?v=nycDOfxJQS0

Miloud Oukili è un’artista francese che ha creato la fondazione Parada con lo scopo di recuperare i bambini e i ragazzi che vivono nei sotterranei di Bucarest attraverso spettacoli e teatri di strada. Ecco il sito della fondazione: www.parada.it