TRIVIA 19/25: Catalina, una vita sotterranea… e Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest

TRIVIA 19/25

Un fotografo e antropologo italiano esplora il sottosuolo di Bucarest, dove vivono decine di senzatetto.

Massimo Branca ha incontrato per la prima volta Catalina nel 2013, quando lei aveva 17 anni. “Sorrideva sempre con cautela e un po’ di vergogna, perché un paio di anni prima aveva perso i denti davanti“, racconta il fotografo. “Più guardavo i suoi grandi occhi neri e più mi sembravano misteriosi. Ci ho messo molto per capire quanto aveva sofferto nella sua breve vita“. Al tempo, Catalina viveva con un gruppo di senzatetto dentro, intorno e soprattutto sotto la Gara Nord, la più grande stazione di Bucarest, la capitale della Romania. Abbandonata in ospedale alla nascita, era cresciuta in orfanotrofio fino all’età di sei anni, poi era stata ricongiunta alla sua famiglia; ma a 12 anni era scappata di casa e a 13 aveva cominciato ad assumere droga per via endovenosa.
Branca ha fotografato la vita di Catalina nell’ambito di un progetto più vasto, “Under the Surface“, che intende documentare la vita degli abitanti dei tunnel di Bucarest. Caldi, umidi, stretti, i tunnel furono scavati all’epoca della dittatura comunista di Ceausescu nell’ambito di un progetto per il riscaldamento centralizzato della città. Oggi fanno da casa a diverse generazioni di ragazzi di strada o clochard che vi accedono attraverso piccoli buchi nel terreno.
Branca ha esplorato i tunnel per la prima volta nel luglio 2013, dopo aver ricevuto l’autorizzazione del loro leader di fatto, un uomo che si fa chiamare Bruce Lee e che controlla tutti gli aspetti della vita sotterranea, comprese le forniture di cibo e di elettricità. Branca lo ha convinto che assieme al suo collega non voleva realizzare un rapido reportage, ma analizzare da un punto di vista antropologico i rapporti sociali di tra gli abitanti del sottosuolo.
In inverno, fino a 40 persone si ammassano in un tunnel di pochi metri quadrati per restare al caldo. “Voglio che la gente capisca come si vive per strada, e che diventi più aperta e tollerante verso i senzatetto, qui o altrove“, racconta Branca. “Voglio che il pubblico riesca a immaginare com’è la vita nel sottosuolo, senza avere gli occhi annebbiati dalla pietà, dai pregiudizi o dalla paura“. Secondo Branca, gran parte degli abitanti dei tunnel soffrono di tubercolosi, epatite o Aids, e sono dipendenti da droghe come l’eroina, il mefedrone o l’Aurolac, una vernice argentata che viene messa in buste di plastica e inalata. Quasi tutti finiscono nei tunnel per mancanza di stabilità in famiglia: molti sono orfani, o sono stati cacciati di casa dopo aver contratto il virus HIV, o sono scappati da una storia di povertà o abusi.
Branca sostiene di non puntare allo shock con il suo lavoro. Vuole che chi guarda le sue foto provi comprensione e compassione per le persone che vi compaiono: la gente come Catalina, dice, è degna di empatia e di amore. “Credo che immagini scioccanti allontanerebbero ancora di più la gente comune da queste persone, e il mio scopo è esattamente il contrario“, continua il fotografo. “Voglio che chi guarda capisca che anche lui potrebbe ritrovarsi in quella situazione, e cambi atteggiamento verso questo tipo di problemi“.
Pur tenendo al suo ruolo di osservatore neutrale, Branca ha provato ad aiutare Catalina. Nel gennaio 2014 la ragazza svenne per aver respirato esalazioni nocive da un generatore difettoso e si procurò una brutta ustione a una gamba urtando contro una conduttura. Il fotografo la portò in ospedale, e in seguito in una casa famiglia, dove lei riuscì a stare lontana dalla droga per qualche settimana e gli giurò che avrebbe smesso per sempre.
Durante il suo periodo “pulito” Catalina mangiava e dormiva per gran parte del tempo, cercando di alleviare i sintomi dell’astinenza. Ma dopo un po’ la ragazza implorò il fotografo di riportarla nei tunnel, e nel giro di poche settimane ricominciò a drogarsi.
Ho provato in tutti i modi ad aiutarla“, dice oggi Branca. “Per me era diventata una persona a metà strada tra una sorella e una figlia. Sapevo che non era in buona salute, ma tanti altri abitanti dei tunnel stavano molto peggio di lei. Era molto indipendente, e non ho mai pensato alla possibilità che morisse“.
Ma il 28 maggio 2014, un mese dopo aver compiuto 18 anni, Catalina è morta. Il referto ufficiale parla di arresto cardiorespiratorio; in realtà a ucciderla sono stati l’AIDS e un’infezione che da una vena in cui si era iniettata la droga, ha viaggiato fino al cervello.

Il reportage completo di Massimo Branca lo potete trovare sul suo sito internet. Dategli un’occhiata, perchè è veramente molto interessante: http://www.massimobranca.com/insideoutsideunderbucharest

 

… e Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest

Se volete approfondire la realtà degli abitanti del sottosuolo di Bucarest allora non potete perdervi questo film del 2008 che racconta la vera storia di Miloud Oukili, il clown dei bimbi sperduti di Bucarest: Pa-ra-da
https://www.youtube.com/watch?v=nycDOfxJQS0

Miloud Oukili è un’artista francese che ha creato la fondazione Parada con lo scopo di recuperare i bambini e i ragazzi che vivono nei sotterranei di Bucarest attraverso spettacoli e teatri di strada. Ecco il sito della fondazione: www.parada.it

TRIVIA 18/25: Caru cu Bere, Hanu’ lui Manuc e…

TRIVIA 18/25

Quale posto migliore per trascorrere la serata al termine della maratona di un ristorante tradizionale capace di soddisfare i sogni e i desideri di ogni carnivoro? Stiamo parlando del Caru cu Bere, un locale tradizionale situato nel quartiere di Lipscani, precisamente in Stavropoleos Street dall’altra parte del fiume rispetto all’enorme Casa Poporului. Questo è uno dei locali più famosi di Bucarest oltre ad essere una delle più antiche beerhouse della città: https://www.carucubere.ro/en/

Se invece preferite un posto più tranquillo, quello che fa per voi è il ristorante Hanu’ lui Manuc, un antico caravanserraglio che deve il suo nome ad un mercante armeno Manuc Bey (1769-1817) che lo fece costruire. Si tratta di un’antica locanda con un ampio cortile interno riadattata a ristorante tipico. L’Hanu’ lui Manuc ha conservato anche la sua funzione originale e ancora oggi ospita un albergo con numerose stanze.Lo trovate sempre nel quartiere Lipscani in Franceza Street: https://www.hanumanucrestaurant.ro/en

Dovrete camminare un po’ di più, ma ne varrà sicuramente la pena per vedere invece una delle birrerie più grandi d’Europa. La Beraria H si trova sulle rive del lago Herastrau, proprio vicino al Museo del Villaggio. Potrete assaggiare diverse tipologie di birra, mangiare abbondanti piatti a base di carne e ascoltare musica dal vivo. E’ rimarrete sicuramente stupiti dalle dimensioni davvero esagerate del locale: https://www.berariah.ro/en

TRIVIA 17/25: Una cascata… da fiaba

TRIVIA 17/25

La Cascata Bigar sembra uscita da una fiaba…

La leggenda narra di una donna che non riusciva ad avere figli. Una notte le apparve in sogno una maga che viveva nel Regno della Malinconia Ritrovata che la mandò alla sorgente miracolosa sotto la rupe dei due mondi. “Se bevi quest’acqua, avrai presto una bambina a cui però sarà proibito innamorarsi, se lo farà, morirà” avvertì la maga. La donna andò alla sorgente e dopo qualche tempo diede vita ad una bambina di una bellezza unica che diventò una splendida ragazza. All’oscuro del sortilegio della maga, la giovane si innamorò di un ragazzo di nome Bigar. Quando il padre venne a saperlo, la rinchiuse in una grotta.
La maga, sentendo i suoi lamenti disperati per l’amore perduto, decise di aiutarla: le disse che avrebbe trasformato i suoi lunghi capelli in una cascata che si sarebbe riempita con le sue lacrime. Attirato dal rumore dell’acqua che scorreva il ragazzo avrebbe sentito il suo richiamo e l’avrebbe trovata. “Lui morirà annegato nelle tue lacrime e così vi incontrerete nel Regno della Malinconia Ritrovata, l’unico luogo dove potrete vivere il vostro amore e dove il sortilegio finisce”, concluse la maga.
La leggenda racconta che Bigar raggiunse la cascata, sedotto dal canto struggente delle sue acque e si gettò tra le braccia della sua amata, rimanendo uniti per l’eternità.

La cascata Bigar si trova in una zona splendida, facilmente accessibile con una collocazione molto particolare: è situata esattamente a metà strada tra l’Equatore e il Polo Nord sul 45° parallelo. E’ una delle principali attrazioni turistiche della Transilvania, nella provincia di Caras Severin, sui monti Anina. E’ una zona carsica con un’elevata presenza di rocce calcaree: l’acqua sorge a 200 metri d’altitudine, filtra all’interno delle rocce, creando fiumi sotterranei ed infine nei pressi della cascata si getta nel fiume sottostante cadendo con un luccichio brillante da una roccia coperta di muschio: appunto, la cascata Bigar, quella creata dalla maga!

Cascata Bigar 3

TRIVIA 16/25: Il cimitero felice di Sapanta

TRIVIA 16/25

C’è una terra in Romania dove la gente dei villaggi non teme la morte. I contadini, qui nel Maramures, sanno che è un evento naturale. Come la neve e il sole, come la pioggia e il vento dei Carpazi. Nel Maramures non si muore: si dorme in pace; un antico retaggio degli antichi Daci che credevano nell’immortalità dell’anima e nel passaggio ad una vita migliore dove ad attenderli ci sarebbe stato il loro dio Zamolxes. Lo sapeva bene anche Stan Ion Patras, un contadino e falegname che viveva a Sapanta, villaggio di frontiera della Romania più remota e più bella. L’Ucraina è appena al di là del fiume Tisa. Patras ha compiuto un miracolo: è riuscito a rendere bella la morte, a sdrammatizzarne la tragedia, a regalare sorrisi a chi veglia la tomba di una persona cara, a trasformare il ricordo triste di qualcuno che non c’è più in un attimo di gioia improvvisa. Patras scolpì la sua prima croce felice nel 1934: raccontava con un bassorilievo inciso nel legno di quercia e con un epitaffio dolce e ironico, la vita passata di un uomo e di una donna… oggi sono oltre 800 le croci-scultura, dall’intenso color azzurro conosciuto come l’azzurro di Sapanta, che popolano un cimitero unico al mondo, il cimitero felice, dichiarato addirittura Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Le croci del cimitero di Sapanta sono allineate una a fianco dell’altra. Alberi di mele sono cresciuti fra le tombe. Questa è davvero una Spoon River sulle sponde del fiume Tisa, qui dove finiscono i Carpazi. Stan Patras ha raccontato, scolpendo le sue croci la storia, la cronaca, la vita e la leggenda di un paese: storie di contadini, pastori, boscaioli, minatori… Patras aveva ironia e memoria. E sapeva ascoltare, nei giorni delle veglie funebri, i racconti di parenti e amici. Tornava a casa e ritraeva il defunto per ciò che era stato in vita, facendo di queste storie delle sculture in bassorilievo dai colori luminosi e accompagnate da epitaffi di antica saggezza contadina. Nei primi tempi non scolpiva mai più di dodici croci all’anno. Poi ogni abitante di Sapanta si rivolse a lui per avere la propria croce. Patras diceva: “Era come se vedessero la morte da un altro punto di vista”. In oltre quarant’anni ha regalato bellezza alla fine della vita di moltissime persone. Alla sua morte, nel 1977 il suo posto venne preso da uno dei suoi allievi, Dumitru Pop. Anche lui va alle veglie funebri, anche lui fa seccare le assi di quercia per almeno due anni prima di scolpirle, anche lui ha imparato i segreti di quel blu, ottenuto da colori vegetali, che trasforma le croci in un cimitero felice. Vive nella stessa casa di Patras, ma non ha più allievi: solo due assistenti, ultima speranza per far sopravvivere la tradizione del cimitero di Sapanta.

(articolo di Andrea Semplici tratto da Erodoto108 n°22)

La maggior parte degli epitaffi sono in rima ed alcuni sono davvero divertenti come questo che recita:

“Sotto questa pesante croce riposa la mia povera suocera. Se avesse vissuto altri tre giorni ci sarei stato io qui sotto e lei sopra a leggere. Non svegliatela altrimenti mi sgrida di nuovo. Resta qui mia cara suocera”
Cimitero felice di Sapanta
Patrimonio Mondiale dell'Unesco

La regione di Maramures si trova nel nord della Transilvania, al confine con l’Ucraina, ed è un’area molto montuosa, ricca di boschi e di valli. Vivere nel Maramures significa immergersi in un paesaggio mozzafiato, in un mondo mitologico e dalle tradizioni più antiche della Romania. Nella regione si trovano anche eccezionali artigiani del legno e le famose chiese lignee costruite senza l’uso di chiodi ma solamente ad incastro. Dorin Mihai e Sorin Onisor sono due fotografi che hanno realizzato degli splendidi reportage del Maramures: ecco alcuni dei loro scatti tratti dai loro siti ufficiali: www.sorinonisor.ro / www.dorinmihai.com

TRIVIA 15/25: La Colonna Traiana… che c’entra con la Romania?

TRIVIA 15/25

C’è un monumento che chiunque ha visitato almeno una volta nella vita Roma, sicuramente avrà visto perfettamente inserito nel paesaggio urbano, a pochi passi dall’Altare della Patria e dal Colosseo. Chiunque abbia visto la Colonna Traiana, ben difficilmente immagina di stare guardando un kolossal storico che ai giorni nostri potrebbe essere paragonato al film Il Gladiatore di Ridley Scott. La Colonna Traiana altro non è che un gigantesco libro di pietra alto quanto un palazzo di dodici piani. Ma cosa racconta con i suoi bassorilievi? E soprattutto, cosa c’entra tutto questo con la Romania?
La Colonna Traiana fu fatta costruire dall’imperatore Traiano con l’oro e l’argento proveniente dalla Dacia per raccontare la conquista di quella regione attraverso le due campagne militari che tra il 101 e il 106 d.C. videro impegnato più della metà del potenziale bellico dell’impero romano.
Per poter leggere la Colonna ci sono tre possibilità: recarsi a Roma e ottenere il permesso di avvicinarsi al monumento con un cestello ed una gru (impossibile almeno di non essere Alberto Angela!), recarsi al Museo della Civiltà Romana, sempre a Roma, che custodisce le 125 tavole dei calchi realizzati da Napoleone (peccato che sia chiuso da qualche anno per lavori!) oppure visitare il Museo Nazionale di Storia di Bucarest (e qui non occorre essere Alberto Angela!) che custodisce i calchi realizzati dagli artigiani vaticani negli anni ’40. Questo è il sito del museo se volete curiosare un po’: https://www.mnir.ro
Ma torniamo alla Colonna Traiana e alla storia della conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano…
Si trattò di una guerra sanguinosa durata oltre cinque anni, in cui morirono migliaia di legionari romani e altrettanti daci, molto complicata, perchè il nemico era estremamente preparato, difficile da sconfiggere e mai domo. Attratto dalle numerose miniere d’oro e d’argento della regione, l’imperatore Traiano decise di conquistarla. Basta pensare che la vittoria fruttò a Roma oltre 350 tonnellate di oro e argento!!

La storia del tesoro dei daci merita di essere raccontata perchè ha dell’incredibile. Il re dei daci Decebalo consapevole di essere ormai stato sconfitto decise di nascondere il suo tesoro deviando il corso di un fiume per scavare una buca in cui seppellirlo in maniera tale che i romani non l’avrebbero mai trovato. Una volta riportato il fiume sul suo corso il tesoro sarebbe scomparso per sempre. I romani trovaro il tesoro soltanto grazie ad una soffiata di un soldato dacico vicino al re Decebalo di nome Bicilis. Dal nome del traditore è nata anche una parola rumena, bicisnic, che indica un “uomo senza onore, traditore e leccapiedi”.

È proprio grazie a questo tesoro se a Roma si possono ammirare ancora monumenti come la Colonna Traiana, progettata dall’architetto di Traiano, Apollodoro di Damasco lo stesso che durante la prima campagna militare in Dacia costruì il più grande ponte dell’epoca, il Ponte di Drobeta, sul Danubio. Un’impresa ingegneristica senza precedenti che dette il via alla campagna militare: attraversato il Danubio le legioni romane cominciarono l’invasione che nel giro di cinque anni li portò ad assediare la capitale nemica, Sarmizegetusa. Piuttosto che cadere prigioniero il re Decebalo preferì tagliarsi la gola: fu la fine della guerra, del popolo dacico rimaneva ben poco, spazzato via dalle legioni romane, una macchina da guerra così ben rodata da essere quasi invincibile.

C’è un’antica leggenda che racconta la nascita del popolo rumeno secondo la quale Traiano durante la sua campagna di conquista si innamorò Dochia, la figlia del re Decebalo. Quando la vide alta, esile, capelli lunghi, occhi chiari, astuta e coraggiosa, rimase folgorato. L’imperatore volle prendere in sposa le principessa, ma lei rifiutò e decise di scappare sulle montagne dei Carpazi, dove solo i daci riuscivano ad inoltrarsi senza smarrirsi. La ragazza abbandonò i suoi abiti regali e si vestì con un saio da pastore per non farsi riconoscere. L’imperatore la raggiunse e cercò di fermarla. Dochia allora chiese aiuto al dio Zamolxis che la trasformò in pietra. Traiano disperato le mise una corono in testa e la dichiarò comunque sua regina.

Ma chi meglio di Alberto Angela può raccontare la storia della Colonna Traiana? Questo è un documentario tratto da Ulisse – Il piacere della scoperta che “racconta” proprio della Colonna. È lungo, ma veramente interessante:

IL RACCONTO SEGRETO DELLA COLONNA TRAIANA

TRIVIA 14/25: Le origini dell’attuale Romania… la Dacia

TRIVIA 14/25

Sicuramente vi sarete chiesti come mai la Romania, un Paese dell’Europa dell’Est circondato da popolazioni slave e magiare abbia un nome che ricorda così tanto la nostra capitale Roma?! Bisogna tornare indietro nel tempo quando Roma era caput mundi… L’attuale Romania è stata l’ultima provincia romana ad essere conquistata e la dominazione durata meno di due secoli ha lasciato un’impronta duratura sulla regione. Di quell’occupazione resta il nome di una nazione e una lingua, il rumeno che si sarebbe sviluppato nei secoli successivi, che è considerata una lingua romanza come l’italiano, lo spagnolo e il portoghese: basta pensare che nel suo lessico ha il 70% di parole di origine latina… vi accorgerete quando saremo a Bucarest che il rumeno e l’italiano non sono poi così dissimili, anzi… Della conquista dell’impero romano ci occuperemo in seguito, ma chi c’era prima dei romani in questa regione? Come si chiamava la Romania prima dell’arrivo delle legioni romane?
La Dacia era un potente stato in espansione con un temibile esercito ed un re Decebalo che era considerato un grande stratega. I daci erano un popolo estremamente preparato, difficile da sconfiggere e mai domo. Erano famosi per la bravura e il coraggio con cui affrontavano le battaglie e la morte, che era per loro un passaggio verso l’immortalità dell’anima. Ma soprattutto, la Dacia, era una regione ricca di oro e argento: l’equivalente odierno del petrolio! Giulio Cesare (proprio lui!) e Domiziano avevano provato ad invadere la Dacia, ma entrambi furono amaramente sconfitti. Non sono rimaste molte tracce di questo popolo fiero e indomito e quello che si sa lo si deve in larga parte ai resti della loro inespugnabile capitale nascosta tra le foreste della Transilvania: Sarmizegetusa. Eretta in cima ad una rupe alta 1200 metri, la città-fortezza è ancora avvolta nel mistero: un vero El Dorado per cacciatori di tesori, studiosi di esoterismo convinti che sia un portale di comunicazione con un mondo parallelo, archeologi e turisti. Il percorso per raggiungerla è ancora oggi affascinante ed impervio, proprio come doveva apparire ai soldati romani giunti fin qui per conquistarla.
Il modo migliore per conoscere la storia del popolo della Dacia, però, è leggere un gigantesco libro di pietra alto quanto un palazzo di dodici piani… non ci credete!? Se siete stati a Roma sicuramente l’avrete visto immerso nel paesaggio urbano senza neanche immaginare di aver di fronte una sorta di kolossal storico, paragonabile al film Il Gladiatore… sto parlando della Colonna Traiana!

A proposito, dell’antico popolo che occupava la Romania prima dell’arrivo dei romani è rimasta anche un’altra cosa… date un’occhiata in un parcheggio e sicuramente vi accorgerete di cosa sto parlando…

Vabbè, ve lo dico… c’è una casa automobilistica rumena che ha preso il nome proprio dall’antica regione della Dacia. È anche lo sponsor della squadra di calcio dell’Udinese!

I resti dell'antica capitale della Dacia: Sarmizegetusa

Vent’anni di Stralivigno!!

La ventesima edizione della Stralivigno è andata in archivio… da domani si prepara quella del prossimo anno! Prima però un’occhiata alle classifiche dei tantissimi livignaschi… siete un po’ curiosi, vero?!

STRALIVIGNO

20/07/19StralivignoZini Rudy01.24.52
20/07/19StralivignoCusini Michele01.30.29
20/07/19StralivignoMottini Manuel01.35.01
20/07/19StralivignoBombardieri Pierluigi01.35.11
20/07/19StralivignoDonchi Alessandro01.38.58
20/07/19StralivignoBertolina Francesco01.39.00
20/07/19StralivignoBormolini Armando01.40.45
20/07/19StralivignoLafranconi Elena01.41.12
20/07/19StralivignoBormolini Andrea01.41.33
20/07/19StralivignoMambretti Emanuele01.43.33
20/07/19StralivignoCastellani Livio01.43.59
20/07/19StralivignoGalli Fausto01.44.00
20/07/19StralivignoBormolini Mateo01.44.23
20/07/19StralivignoLenatti Mauro01.44.57
20/07/19StralivignoPozzi Luca01.45.09
20/07/19StralivignoBormolini Leo01.46.28
20/07/19StralivignoConfortola Manuel01.46.59
20/07/19StralivignoPedrini Didier01.48.03
20/07/19StralivignoZini Cristian01.48.55
20/07/19StralivignoRastelli Giulio01.49.06
20/07/19StralivignoConfortola Monica01.49.49
20/07/19StralivignoLonga Onorato01.50.21
20/07/19StralivignoCusini Gelsomino01.51.25
20/07/19StralivignoCusini Massimo01.51.43
20/07/19StralivignoBormolini Fausto01.52.44
20/07/19StralivignoMartinelli Nicola01.52.55
20/07/19StralivignoRodigari Roberto01.53.24
20/07/19StralivignoLonga Sonia01.54.10
20/07/19StralivignoOcchi Carlo01.54.50
20/07/19StralivignoPeri Ivan01.54.57
20/07/19StralivignoLonga Riccardo01.55.05
20/07/19StralivignoLeoni Loris01.55.28
20/07/19StralivignoLazzeri Matteo Gervasio01.56.15
20/07/19StralivignoBormolini Renè01.56.29
20/07/19StralivignoCusini Sergio01.57.10
20/07/19StralivignoGalli Greta01.57.30
20/07/19StralivignoDe Monti Davide01.57.45
20/07/19StralivignoBormolini Mevio Davide01.57.57
20/07/19StralivignoViviani Dario01.59.37
20/07/19StralivignoGastaldini Daniele01.59.37
20/07/19StralivignoZini Alfonso01.59.37
20/07/19StralivignoBormolini Arianna01.59.39
20/07/19StralivignoCusini Norbertino01.59.54
20/07/19StralivignoGalli Daniele01.59.54
20/07/19StralivignoRodigari Lorenzo Costante01.59.58
20/07/19StralivignoCusini Maurilio02.01.31
20/07/19StralivignoBormolini Nando02.01.39
20/07/19StralivignoCanclini Federica02.02.19
20/07/19StralivignoZini Chiara02.03.11
20/07/19StralivignoConfortola Simone02.04.07
20/07/19StralivignoGalli Rocco02.04.12
20/07/19StralivignoBracchi Giacomo02.04.14
20/07/19StralivignoCastellani Tiziano02.04.32
20/07/19StralivignoCantoni Elfrida02.04.55
20/07/19StralivignoBormolini Giulia02.05.17
20/07/19StralivignoMazzucchi Roberto02.06.19
20/07/19StralivignoConfortola Maria Domenica02.06.35
20/07/19StralivignoPradella Natalia02.07.03
20/07/19StralivignoTrabucchi Luciano02.07.23
20/07/19StralivignoCusini Ceno02.07.53
20/07/19StralivignoGalli Annarita02.08.57
20/07/19StralivignoUsai Elena02.09.43
20/07/19StralivignoCusini Lino02.09.48
20/07/19StralivignoCusini Simone02.10.33
20/07/19StralivignoMartinelli Valentina02.12.24
20/07/19StralivignoBormolini Silvano02.14.24
20/07/19StralivignoStoroni Daphne02.14.28
20/07/19StralivignoPonti Cristiano02.15.33
20/07/19StralivignoGrossi Sabrina02.15.39
20/07/19StralivignoBormolini Itala02.16.05
20/07/19StralivignoViviani Manuel02.17.41
20/07/19StralivignoCusini Guglielmo02.18.21
20/07/19StralivignoSilvestri Fabrizio02.19.07
20/07/19StralivignoScherini Patrizia02.23.17
20/07/19StralivignoLonga Giulia02.23.20
20/07/19StralivignoZini Emanuela02.26.19
20/07/19StralivignoOsmetti Mario02.28.39
20/07/19StralivignoConfortola Greta02.30.26
20/07/19StralivignoGalli Bruno02.30.26
20/07/19StralivignoMartinelli Giovanna02.32.31
20/07/19StralivignoBarindelli Donatella02.32.35
20/07/19StralivignoFerrari Luciano02.33.20
20/07/19StralivignoFlematti Cristina02.45.13
20/07/19StralivignoIntilla Annamaria03.18.02
20/07/19StralivignoBormolini Stefano03.32.53
20/07/19StralivignoConfortola Roberta03.34.41

STAFFETTA STRALIVIGNO

20/07/19StaffettaCusini Christian / Cusini Nicolò01.22.20
20/07/19StaffettaBormolini Thomas / Sosio Mattia01.25.56
20/07/19StaffettaPiller Dario / Piller Riccardo01.29.35
20/07/19StaffettaRodigari Mattia / Martinelli Luciano01.34.38
20/07/19StaffettaRaisoni Silvano / Cusini Thomas01.36.13
20/07/19StaffettaUrbani Simone / Castellani Omar01.39.58
20/07/19StaffettaPonti Giacomo / Silvestri Tobia01.40.31
20/07/19StaffettaMottini Tommaso / Longa Tommaso01.42.51
20/07/19StaffettaSensoli Emma / Sensoli Veronica01.43.32
20/07/19StaffettaBormolini Mirko / Bormetti Emil01.43.58
20/07/19StaffettaBormolini Alfredo / Lazzeri Daniele01.50.50
20/07/19StaffettaGalli Ivan / Galli Omar01.54.27
20/07/19StaffettaTrameri Patrizia / Della Franca Michela01.55.27
20/07/19StaffettaFaccinelli Marco / Longa Giuseppe01.58.47
20/07/19StaffettaMartinelli Federico / Di Tommaso Beatrice01.58.56
20/07/19StaffettaGalli Matteo / Galli Silvia02.00.16
20/07/19StaffettaCompagnoni Manuela / Compagnoni Daniele02.02.52
20/07/19StaffettaMazzucchi Bruno / Confortola Savio02.02.51
20/07/19StaffettaMagarotto Sara / Magarotto Antonio02.07.31
20/07/19StaffettaMottini Elena / Cantoni Paola02.07.41
20/07/19StaffettaLenatti Valentina / Silvestri Matteo02.09.25
20/07/19StaffettaViviani Luciano / Colturi Stefania02.16.32
20/07/19StaffettaDallapozza Marika / Nigro Natale02.17.11
20/07/19StaffettaCusini Mariangela / Cusini Milva02.19.42
20/07/19StaffettaMottini Nicolas / Depalo Romina02.36.25

MINISTRALIVIGNO

La 20° edizione del Giro del Lago di Resia… in notturna!

Sabato 13 luglio, Lago di Resia. Eravamo in tantissimi, ma proprio tanti… Visto che sarete curiosi di vedere i risultati eccoli:

CLASSIFICA GIRO DEL LAGO DI RESIA (15,3 KM)

13/07/2019ReschenseelaufVilla Andrea00:55:36
13/07/2019ReschenseelaufZini Saverio00:57:15
13/07/2019ReschenseelaufRodigari Paolo00:57:29
13/07/2019ReschenseelaufBormolini Andrea01:02:18
13/07/2019ReschenseelaufBertolina Francesco01:03:35
13/07/2019ReschenseelaufConfortola Manuel01:04:31
13/07/2019ReschenseelaufCastellani Livio01:07:08
13/07/2019ReschenseelaufBormolini Leo01:07:10
13/07/2019ReschenseelaufConfortola Monica01:09:17
13/07/2019ReschenseelaufCusini Myriam01:10:23
13/07/2019ReschenseelaufLonga Sonia01:13:27
13/07/2019ReschenseelaufLeoni Loris01:13:33
13/07/2019ReschenseelaufPonti Cristiano01:14:19
13/07/2019ReschenseelaufGastaldini Daniele01:14:50
13/07/2019ReschenseelaufCusini Ceno01:15:48
13/07/2019ReschenseelaufTrabucchi Lionello01:15:49
13/07/2019ReschenseelaufGalli Rocco01:16:46
13/07/2019ReschenseelaufCanclini Federica01:17:17
13/07/2019ReschenseelaufCusini Maurilio01:17:33
13/07/2019ReschenseelaufCusini Lino01:19:13
13/07/2019ReschenseelaufViviani Dario01:19:47
13/07/2019ReschenseelaufZini Rolando01:19:58
13/07/2019ReschenseelaufPedretti Francesco01:20:08
13/07/2019ReschenseelaufViviani Vanni Lorenzo01:20:47
13/07/2019ReschenseelaufBracchi Lucia01:20:51
13/07/2019ReschenseelaufGalli Claudia01:21:22
13/07/2019ReschenseelaufBormolini Nando01:21:23
13/07/2019ReschenseelaufGalli Sarbina01:22:53
13/07/2019ReschenseelaufViviani Manuel01:22:59
13/07/2019ReschenseelaufZini Emanuela01:25:14
13/07/2019ReschenseelaufGrossi Sabrina01:25:55
13/07/2019ReschenseelaufBormolini Emma01:27:18
13/07/2019ReschenseelaufBarindelli Donatella01:28:01
13/07/2019ReschenseelaufGurini Ornella01:28:07
13/07/2019ReschenseelaufMagarotto Sara01:34:53
13/07/2019ReschenseelaufCusini Mariangela01:34:56
13/07/2019ReschenseelaufSosio Juri01:38:21
13/07/2019ReschenseelaufBormolini Merj01:39:50
13/07/2019ReschenseelaufUsai Elena01:39:51
13/07/2019ReschenseelaufFlematti Cristina01:40:36
13/07/2019ReschenseelaufConfortola Roberta01:46:43
13/07/2019ReschenseelaufGalli Cristina01:49:08

TRIVIA 13/25: L’Atlante della Bellezza… da dove vieni?

TRIVIA 13/25

Parlare della Romania significa anche parlare dei suoi artisti e c’è un’artista in particolare che mi ha colpito: Mihaela Noroc è una fotografa di 33 anni, nata e cresciuta a Bucarest. Negli ultimi sei anni ha viaggiato per il mondo fotografando oltre cinquecento donne. Tutti gli scatti sono raccolti in uno splendido libro The Atlas of Beauty, l’atlante della bellezza. In un’intervista per un giornale italiano Mihaela ha riso dicendo che sarà “ricordata come quella che non ha mai fotografato un uomo”.
Alla domanda “che cosa significa bellezza?” ha risposto così:

«È molto difficile da definire, non credo esista un tipo preciso di bellezza. Se guarda le mie foto – ho trascorso quattro anni a ritrarre 500 donne in 50 Paesi – quello che viene fuori è che ogni donna è bellissima e diversa dall’altra. Vorrei mostrare attraverso le mie immagini che dobbiamo avere la mente aperta quando parliamo di bellezza perché basta andare per strada, incontrare una mamma e una figlia, e rendersi conto di quello che è: già un momento perfetto. Lì c’è tanta bellezza. Non penso, infatti, che la bellezza sia quella che per decenni è passata attraverso i maggiori canali di diffusione, dobbiamo aprire le nostre menti. Ci sono ancora troppi casi di giovani ragazze che soffrono per quell’idea malsana di bellezza, perché vorrebbero rientrare in determinati parametri prefissati. Ma siamo tutti molto diversi: abbiamo colori diversi, desideri diversi, caratteri diversi, ed è tutto questo che influenza e rende unica la nostra bellezza. C’è bellezza in un sorriso, in una ruga, in un villaggio del Myanmar, su un grattacielo».

Se volete dare un’occhiata alle sue fotografie questo è il suo sito. Ogni foto è corredata da una descrizione su come, quando e dove è stata scattata e chi è la persona ritratta. Merita una visita! https://theatlasofbeauty.com

Qui sotto ci sono alcuni dei suoi scatti. Dopo aver scoperto chi è il maggior esperto in fatto di sport proviamo a vedere chi se la cava meglio in antropologia: dove sono state fatte le foto?

#1 Holi, il festival dei colori. E’ il giorno in cui arriva la primavera, quando il bene trionfa sul male. Un momento per perdonare ed essere perdonati.

#2 Durante il finesettimana migliaia di donne visitano gli splendidi giardini del Palazzo di Gyeongbok indossando abiti tradizionali colorati chiamati hanbok.

#3 Questa popolazione si riunisce spesso per feste e sfilate. Ogni città e villaggio ha i suoi usi e costumi: una diversità incredibile per una singola regione. Un aiutino? Questa è stata fatta durante la Festa del Redentore

#4 Ogni anno prima di Natale in questo villaggio gli adolescenti si vestono con gli abiti tradizionali e si uniscono al gruppo di musica folcloristico locale per andare nei villaggi circostanti a cantare i canti natalizi. Fa molto freddo, ma le loro voci portano calore.

#5 Per Mihaela questa è la forma più pura di bellezza: Uliana è rimasta paralizzata dopo un terribile incidente sulla strada quando aveva solo 21 anni. Da allora ha cominciato una nuova vita, è diventata una campionessa di karate, poi una presentatrice televisiva ed oggi offre una guida ad altre persone che hanno avuto incidenti simili. Offre loro speranza e futuro.

#6 Questa foto è stata scattata prima di un’evento folcloristico della tradizione di questo Paese.

#7 Facile! Questo è ovviamente un Paese africano… già, ma quale?

#8 Questo è il modo di fare shopping per molte persone in tutto il mondo. Non hanno macchine, grandi case o conti bancari. Ma la maggior parte di loro sono grandi esempi di dignità, forza, generosità ed onestà. Se quelli più fortunati potessero imparare da queste persone meravigliose, vivremmo in un mondo migliore. E, sì, questa nonnina è alta come mia mamma!

#9 In una giornata normale, mentre lavora nel ristorante della sua famiglia o cammina nei piccoli vicoli della sua città di montagna questa ragazza indossa abiti moderni. Ma una volta all’anno, si veste così. Durante la Pasqua, lei e la sua comunità celebrano la risurrezione di Gesù Cristo come facevano i loro antenati.

#10 Questa ragazza racconta: “Questo piccolo laboratorio è stato aperto dai miei genitori. Ora io e mia sorella continuiamo la tradizione. Faccio questi piccoli amuleti di buona fortuna qui e lei li vende al piano di sotto, dove abbiamo un piccolo negozio”.

finish

Results

Se hai ottenuto un punteggio perfetto 10/10 sei indubbiamente e indiscutibilmente l’antropologo del gruppo!

Se invece hai ottenuto un punteggio di 6/10 > 9/10 sei comunque promosso. Sei un vero esploratore del mondo. Complimenti!

 

Sei bocciato! Tranquillo, avrai la possibilità di recuperare prima della maratona con un corso di recupero sull’antropologia e potrai sostenere un test di riparazione.

TRIVIA 12/25: Il Museo del Villaggio… nel centro di Bucarest

TRIVIA 12/25

Vi ricordate dove si trova l’Arco di Trionfo? Quello quasi uguale al suo omonimo di Parigi? Se siete stati attenti sicuramente sapete che lo troveremo a dieci chilometri dalla partenza della maratona, metro più metro meno… proprio dove il percorso compie un giro di boa per tornare verso il centro città. Quanti avranno già la lingua di fuori per la fatica? Durante la maratona non avremmo certo il tempo di visitarlo, però sappiate che proprio oltre l’Arco di Trionfo comincia il Parco Herastrau che ospita il particolarissimo Museo del Villaggio “Dimitrie Gusti”. Si tratta di un museo etnografico all’aperto che si estende sulle rive del lago che dà il nome al parco. Come si deduce abbastanza agevolmente dal nome stesso è incentrato sulle costruzioni rurali tipiche della Romania. La sua particolarità e popolarità è dovuta alla presenza di circa 300 diversi tipi di case e chiese di legno che sono state portate qui nel 1936 da ogni parte del Paese per illustarre la storia e le tradizioni dei villaggi contadini. Si tratta quindi di edifici originali, prelevati nel loro ambiente naturale ed inseriti in uno spazio che ricrea virtualmente alcuni momenti della vita di campagna rumena. I visitatori possono avvicinarsi alle case, varcare le soglie delle abitazioni e vedere all’interno come erano arredate e come vivevano le famiglie.
Una delle chicche del museo è la chiesa greco-cattolica proveniente dalla regione di Dragomiresti nei Carpazi: ha le pareti interne riccamente decorate. Costruita nel 1722 è stata smontata pezzo per pezzo per trasportarla fin qui e poi riassemblata. Un capolavoro!
Il Parco Herastrau ospita un’altra costruzione moooolto interessante. Ma forse è meglio che ve lo dico dopo la maratona, sennò a qualcuno potrebbe venire la tentazione di fermarsi a visitarla durante la gara… un piccolo indizio: si tratta di una birreria!

Se volete farvi un’idea del museo questo è il sito ufficiale: www.muzeul-satului.ro
Per la birreria invece… www.berariah.ro