Quanti gradini!! Valtellina Vertical Tube Race

Ecco un bellissimo articolo di Stefano Gatti preso dal sito di Sport Mediaset del 08/04/2019:

Si parte in posizione eretta, si corricchia per qualche centinaio di metri, poi si alternano corsetta e camminata, infine si sale al passo ed in qualche caso si finisce … a quattro zampe, si insomma gattonando. Charles Darwin … rabbrividirebbe, se tornasse sulla Terra e capitasse a Montagna in Valtellina il primo sabato di aprile, quando il paesino alle porte di Sondrio “impazzisce” a causa del Valtellina Vertical Tube, “il chilometro più duro al mondo”, quello che mette a dura prova le coronarie e … la teoria dell’evoluzione! Mille metri di sviluppo (appunto), cinquecento di dislivello, ma soprattutto un contesto particolarissimo: la condotta forzata ENEL che trasporta fino al fondovalle valtellinese l’acqua dei torrenti della Valmalenco.
Una “vertical” unica nel suo genere: anzi no, ma solo perché sulla scia di questa prova (inventata nel 2015) altre gare simili stanno nascendo altrove. Le pendenze, al Vertical Tube, superano i cinquanta gradi, duemilasettecentotredici sono i gradini da salire. Li hanno contati come si deve e, dopo averli calpestati tutti, possono garantire che non ne manca nemmeno uno. Montagna inizia a popolarsi fin dal primo mattino di specialisti di tower running (specialità in grande ascesa – è il caso di dirlo – che consiste nel salire in vetta ai grattacieli di tutto il mondo … senza fare uso degli ascensori), verticalisti convenzionali e skyrunners da tutta Italia ma anche da Inghilterra, Messico e Giappone […]
Tra le donne trionfa la bravissima Elisa Sortini (17 minuti ed otto secondi), davanti a Katarzyna Kuzminska (staccata di soli 19 secondi) ed alla sorprendente “non-elite” Valentina Garattini, terza in 17 e 49. Ma è tra gli uomini che la Vertical Tube si accende e diventa stellare perché, insieme al suo terzo successivo consecutivo, l’altoatesino Hannes Perkmann stabilisce anche il record assoluto della prova che fin dalla prima edizione (2015) apparteneva a Bernard Dematteis, abbassandolo di otto secondi. Quanto basta per infrangere la barriera dei quattordici minuti con il suo 13 e 54 che lascia un ottimo Alberto Vender a 27 secondi e il tower runner (nonché co-organizzatore della VVT) Emanuele Manzi a 56, a completare il podio.

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