TRIVIA 15/25: La Colonna Traiana… che c’entra con la Romania?

TRIVIA 15/25

C’è un monumento che chiunque ha visitato almeno una volta nella vita Roma, sicuramente avrà visto perfettamente inserito nel paesaggio urbano, a pochi passi dall’Altare della Patria e dal Colosseo. Chiunque abbia visto la Colonna Traiana, ben difficilmente immagina di stare guardando un kolossal storico che ai giorni nostri potrebbe essere paragonato al film Il Gladiatore di Ridley Scott. La Colonna Traiana altro non è che un gigantesco libro di pietra alto quanto un palazzo di dodici piani. Ma cosa racconta con i suoi bassorilievi? E soprattutto, cosa c’entra tutto questo con la Romania?
La Colonna Traiana fu fatta costruire dall’imperatore Traiano con l’oro e l’argento proveniente dalla Dacia per raccontare la conquista di quella regione attraverso le due campagne militari che tra il 101 e il 106 d.C. videro impegnato più della metà del potenziale bellico dell’impero romano.
Per poter leggere la Colonna ci sono tre possibilità: recarsi a Roma e ottenere il permesso di avvicinarsi al monumento con un cestello ed una gru (impossibile almeno di non essere Alberto Angela!), recarsi al Museo della Civiltà Romana, sempre a Roma, che custodisce le 125 tavole dei calchi realizzati da Napoleone (peccato che sia chiuso da qualche anno per lavori!) oppure visitare il Museo Nazionale di Storia di Bucarest (e qui non occorre essere Alberto Angela!) che custodisce i calchi realizzati dagli artigiani vaticani negli anni ’40. Questo è il sito del museo se volete curiosare un po’: https://www.mnir.ro
Ma torniamo alla Colonna Traiana e alla storia della conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano…
Si trattò di una guerra sanguinosa durata oltre cinque anni, in cui morirono migliaia di legionari romani e altrettanti daci, molto complicata, perchè il nemico era estremamente preparato, difficile da sconfiggere e mai domo. Attratto dalle numerose miniere d’oro e d’argento della regione, l’imperatore Traiano decise di conquistarla. Basta pensare che la vittoria fruttò a Roma oltre 350 tonnellate di oro e argento!!

La storia del tesoro dei daci merita di essere raccontata perchè ha dell’incredibile. Il re dei daci Decebalo consapevole di essere ormai stato sconfitto decise di nascondere il suo tesoro deviando il corso di un fiume per scavare una buca in cui seppellirlo in maniera tale che i romani non l’avrebbero mai trovato. Una volta riportato il fiume sul suo corso il tesoro sarebbe scomparso per sempre. I romani trovaro il tesoro soltanto grazie ad una soffiata di un soldato dacico vicino al re Decebalo di nome Bicilis. Dal nome del traditore è nata anche una parola rumena, bicisnic, che indica un “uomo senza onore, traditore e leccapiedi”.

È proprio grazie a questo tesoro se a Roma si possono ammirare ancora monumenti come la Colonna Traiana, progettata dall’architetto di Traiano, Apollodoro di Damasco lo stesso che durante la prima campagna militare in Dacia costruì il più grande ponte dell’epoca, il Ponte di Drobeta, sul Danubio. Un’impresa ingegneristica senza precedenti che dette il via alla campagna militare: attraversato il Danubio le legioni romane cominciarono l’invasione che nel giro di cinque anni li portò ad assediare la capitale nemica, Sarmizegetusa. Piuttosto che cadere prigioniero il re Decebalo preferì tagliarsi la gola: fu la fine della guerra, del popolo dacico rimaneva ben poco, spazzato via dalle legioni romane, una macchina da guerra così ben rodata da essere quasi invincibile.

C’è un’antica leggenda che racconta la nascita del popolo rumeno secondo la quale Traiano durante la sua campagna di conquista si innamorò Dochia, la figlia del re Decebalo. Quando la vide alta, esile, capelli lunghi, occhi chiari, astuta e coraggiosa, rimase folgorato. L’imperatore volle prendere in sposa le principessa, ma lei rifiutò e decise di scappare sulle montagne dei Carpazi, dove solo i daci riuscivano ad inoltrarsi senza smarrirsi. La ragazza abbandonò i suoi abiti regali e si vestì con un saio da pastore per non farsi riconoscere. L’imperatore la raggiunse e cercò di fermarla. Dochia allora chiese aiuto al dio Zamolxis che la trasformò in pietra. Traiano disperato le mise una corono in testa e la dichiarò comunque sua regina.

Ma chi meglio di Alberto Angela può raccontare la storia della Colonna Traiana? Questo è un documentario tratto da Ulisse – Il piacere della scoperta che “racconta” proprio della Colonna. È lungo, ma veramente interessante:

IL RACCONTO SEGRETO DELLA COLONNA TRAIANA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *