TRIVIA 16/25: Il cimitero felice di Sapanta

TRIVIA 16/25

C’è una terra in Romania dove la gente dei villaggi non teme la morte. I contadini, qui nel Maramures, sanno che è un evento naturale. Come la neve e il sole, come la pioggia e il vento dei Carpazi. Nel Maramures non si muore: si dorme in pace; un antico retaggio degli antichi Daci che credevano nell’immortalità dell’anima e nel passaggio ad una vita migliore dove ad attenderli ci sarebbe stato il loro dio Zamolxes. Lo sapeva bene anche Stan Ion Patras, un contadino e falegname che viveva a Sapanta, villaggio di frontiera della Romania più remota e più bella. L’Ucraina è appena al di là del fiume Tisa. Patras ha compiuto un miracolo: è riuscito a rendere bella la morte, a sdrammatizzarne la tragedia, a regalare sorrisi a chi veglia la tomba di una persona cara, a trasformare il ricordo triste di qualcuno che non c’è più in un attimo di gioia improvvisa. Patras scolpì la sua prima croce felice nel 1934: raccontava con un bassorilievo inciso nel legno di quercia e con un epitaffio dolce e ironico, la vita passata di un uomo e di una donna… oggi sono oltre 800 le croci-scultura, dall’intenso color azzurro conosciuto come l’azzurro di Sapanta, che popolano un cimitero unico al mondo, il cimitero felice, dichiarato addirittura Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Le croci del cimitero di Sapanta sono allineate una a fianco dell’altra. Alberi di mele sono cresciuti fra le tombe. Questa è davvero una Spoon River sulle sponde del fiume Tisa, qui dove finiscono i Carpazi. Stan Patras ha raccontato, scolpendo le sue croci la storia, la cronaca, la vita e la leggenda di un paese: storie di contadini, pastori, boscaioli, minatori… Patras aveva ironia e memoria. E sapeva ascoltare, nei giorni delle veglie funebri, i racconti di parenti e amici. Tornava a casa e ritraeva il defunto per ciò che era stato in vita, facendo di queste storie delle sculture in bassorilievo dai colori luminosi e accompagnate da epitaffi di antica saggezza contadina. Nei primi tempi non scolpiva mai più di dodici croci all’anno. Poi ogni abitante di Sapanta si rivolse a lui per avere la propria croce. Patras diceva: “Era come se vedessero la morte da un altro punto di vista”. In oltre quarant’anni ha regalato bellezza alla fine della vita di moltissime persone. Alla sua morte, nel 1977 il suo posto venne preso da uno dei suoi allievi, Dumitru Pop. Anche lui va alle veglie funebri, anche lui fa seccare le assi di quercia per almeno due anni prima di scolpirle, anche lui ha imparato i segreti di quel blu, ottenuto da colori vegetali, che trasforma le croci in un cimitero felice. Vive nella stessa casa di Patras, ma non ha più allievi: solo due assistenti, ultima speranza per far sopravvivere la tradizione del cimitero di Sapanta.

(articolo di Andrea Semplici tratto da Erodoto108 n°22)

La maggior parte degli epitaffi sono in rima ed alcuni sono davvero divertenti come questo che recita:

“Sotto questa pesante croce riposa la mia povera suocera. Se avesse vissuto altri tre giorni ci sarei stato io qui sotto e lei sopra a leggere. Non svegliatela altrimenti mi sgrida di nuovo. Resta qui mia cara suocera”
Cimitero felice di Sapanta
Patrimonio Mondiale dell'Unesco

La regione di Maramures si trova nel nord della Transilvania, al confine con l’Ucraina, ed è un’area molto montuosa, ricca di boschi e di valli. Vivere nel Maramures significa immergersi in un paesaggio mozzafiato, in un mondo mitologico e dalle tradizioni più antiche della Romania. Nella regione si trovano anche eccezionali artigiani del legno e le famose chiese lignee costruite senza l’uso di chiodi ma solamente ad incastro. Dorin Mihai e Sorin Onisor sono due fotografi che hanno realizzato degli splendidi reportage del Maramures: ecco alcuni dei loro scatti tratti dai loro siti ufficiali: www.sorinonisor.ro / www.dorinmihai.com

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