Categoria: Articoli Marathon

La Ronda Ghibellina: un giro di ronda

Ecco è giunta l’ora giusta
I verbi son finiti e terminati i salmi.
Preparatevi alla Ronda, alla mischia, alla battaglia…
A l’armi… a l’armi!

Sono i giorni della merla nell’anno dell’edizione decimo quarta della Ronda Ghibellina. I colli aretini sono ancora avvolti dall’abbraccio blu che sfuma in azzurro: il colore che precede l’alba, quel momento in cui il sole sta per sorgere, ma prima di scavalcare l’orizzonte si ferma un attimo, un indugio appena oltre lo sguardo. In lontananza il cielo schiarisce, i primi raggi sfiorano la torre in alto dove volano i falchi, il cavallo è bardato e sellato, pronto per essere montato dal cavaliere con l’armatura: ai piedi della collina, dietro la linea di partenza centinaia di bocche respirano, il loro fiato si trasforma in vapore. Fa freddo, ma non tanto per essere gennaio. Centinaia di cuori, abbinati a quelle centinaia di bocche, scandiscono i secondi che li separano dalla partenza del giro di Ronda. Li attende subito una salita, lunga, faticosa, impervia: guarderanno dall’alto della prima collina il sole allungare le sue membra sulla terra ondulata della Toscana. Pian piano il vapore si leverà dal suolo e la giornata si farà calda, ma loro saranno già stati inghiottiti dai boschi, attesi da salite ancora più impervie e discese tecniche. La crosta di ghiaccio delle pozze di fango lungo il cammino con l’incedere del giorno si scioglie rendendo la corsa più saporita, condita dei tratti romantici delle avventure medievali. Ruderi di antiche costruzioni si celano nei boschi fitti che in altre epoche hanno nascosto chissà quanti e quali nemici. Piccoli borghi tra queste colline offrono riparo e ristoro a quanti con il passare dei chilometri necessitano di un brodo caldo, una bruschetta con un filo d’olio o più semplicemente un goccio di tè caldo. Le salite si alternano alle discese, una dopo l’altra, ma la più dura è nel finale: il sole domina sull’inverno e incalza implacabile, nemmeno le foglie degli alberi offrono riparo. L’ultima salita sembra una scorciatoia senza tornanti per risalire dall’inferno dantesco: dalla cima lo sguardo si spinge fino all’arrivo, quasi ci si sente sciogliere dalla gioia ad immaginare quella lunga discesa di un paio di miglia che accompagna gli intrepidi fino all’arrivo, di nuovo lì, ai piedi della collina, all’ombra della torre di Castiglione Fiorentino. Una coppa per ogni arrivato, un boccale di birra, dolce come nettare degli dei. 

La Ronda Ghibellina è una gara di trail fra le colline aretine. Si corre a fine gennaio, durante i giorni della merla: farà freddo, pensavamo. Non è stato così, non quest’anno almeno… si possono scegliere varie distanze: la 50 miglia, una vera impresa! la classica 45 chilometri, il cuore della manifestazione! la minacciosissima Ronda Assassina da 25 chilometri, basta il nome! oppure la Ronda Minima da 15 chilometri, ma seppur minima, non meno bella! e ancora la Marcia Ardita, una camminata di 30 km sul percorso grosso modo della gara classica e la Dog Trail, corsa a 6 zampe! Un’organizzazione impeccabile, un percorso e dei paesaggi da lasciare senza fiato, un’atmosfera medievale da romanzo cavalleresco d’altri tempi, insomma un’avventura da vivere almeno una volta nella vita!

La Corsa della Bora: essere qui è epico!

In un giorno di pioggia nel pieno dell’inverno fra le stradine di uno sperduto paesino del carso triestino due signore ci guardano attraversare ad un incrocio, sporchi di fango e grondanti acqua: siamo trailrunner, ma in quel momento sembriamo più dei biscotti troppo inzuppati nel latte, quelli che si sciolgono mentre li stai per mettere in bocca e immancabilmente ricadono nella tazza facendo ploff e schizzando in giro… avete capito! Noi siamo già oltre, pronti al prossimo tratto di single track con un po’ di fango (anzi… fango con un po’ di single track), ma sentiamo alle spalle le due signore commentare divertite che siamo uomini troppo cresciuti tornati bambini che si divertono a saltare nel fango e pestare i piedi nelle pozzanghere. Eh, sì! Quasi tornavo indietro per fargli i complimenti per il bellissimo paragone: da quel momento mi sono divertito ancora di più (e già mi stavo divertendo parecchio, nonostante la fatica e i tanti chilometri lasciati ormai alle spalle) e ho smesso completamente di cercare di evitare anche seppur minimamente le innumerevoli pozzanghere che avevo davanti… le ho prese tutte, una dopo l’altra: alcune mi risucchiavano fino alla caviglia, facendo quel rumore… come dire… quello di quando si finisce in mezzo al fango! Proprio quello!

La Corsa della Bora di quest’anno è stata epica. Sembra di usare la parola a sproposito, ma non se ne possono usare altre!! Epica è l’unica definizione possibile. La notte piove, la sentiamo dalla camera d’albergo, ma non ci pensiamo. La mattina, con il mondo ancora avvolto dal buio, ci prepariamo sulla linea di partenza, sotto l’acqua che cade ininterrottamente dal cielo, sembra ci sia una perdita al piano di sopra, ma gli idraulici sono tutti in ferie, perchè non smette proprio mai, nemmeno un minuto, neanche un secondo… tempo cinque minuti e mi potrebbero già strizzare, lo speaker non ha ancora dato il via. Partiamo, due metri (forse meno…) e un oceano di acqua marrone e fango ci sbarra il passo. Servirebbe il canotto o Caronte con il suo traghetto delle anime per farci passare dall’altra parte: qualcuno prova a passare di fianco, non hanno voglia di sporcarsi, non subito almeno. Si crea un po’ di coda… così per le prime dieci pozzanghere, ma tanto come andrà la giornata lo sappiamo tutti. Nessuno che pensi di uscirne immacolato, siamo tutti in un mare di fango! I chilometri passano, in salita servirebbe il 4×4, in discesa si scivola come se avessero appena messo la cera, qua e là si guadano le pozze come avventurieri d’altri tempi. Indiana Jones in confronto è un dilettante! Il passaggio in Val Rosandra: uno spettacolo! Ma è tutto uno spettacolo! I pochi passaggi noiosi (per modo di dire…) dello scorso anno sono stati cambiati, quindi lo sguardo ha sempre qualcosa di cui deliziarsi… e i ristori! Mamma mia, che ristori! Vale la pena fare la gara anche solo per i ristori.

Andiamo avanti, si sale, si scende. L’acqua ormai ci scivola addosso come se ormai fossimo una goccia nel mare: siamo bagnati, ma non siamo coscienti di esserlo, siamo fusi con l’acqua, anzi siamo noi l’acqua, siamo la pioggia…! I chilometri sono tanti e la fatica anche, quindi anche la lucidità fa cilecca, ma siamo felici. Ci sentiamo felicemente rimbecilliti: chi ha detto che non ci si ubriaca con l’acqua?! Il sole da qualche parte tramonta, non si sa dove, perché sopra le nostre teste di sicuro non c’è, ci sono solo nuvoloni carichi di pioggia; il mare lo vediamo in basso, steso ai nostri piedi, ma ce n’è un altro sopra: praticamente siamo schiacciati a panino tra due mari conditi con tanto fango! 

Ricomincia il bosco, i sentieri diventano trincee, le trincee diventano grotte: c’è un fotografo seduto su una sedia nel mezzo della grotta. Ci abbaglia con il flash della macchina fotografica e reagiamo come pipistrelli alla luce. Scappiamo, via, fuori all’aria aperta, verso gli ultimi chilometri: incontro alle due signore che ci aspettano all’incrocio e a cui vorrei dire che: Essere qui è epico!

Neapolis: il lato mitologico della maratona

I coscritti del 1971: Ceno Cusini, Elena Usai e Nando Bormolini
Federica Canclini ha migliorato il proprio personal best sulla maratona

 

Per capire Napoli la cosa migliore è farsi un giro sulla Circumvesuviana con le sue stazioni e i suoi treni a tratti inquietanti, ma che nascondono scorci (il Vesuvio che scorre fuori dal finestrino) e attimi tanto semplici quanto inaspettati, come un artista di strada che improvvisa una tarantella tra una fermata e l’altra… perchè Napoli è così, un gioco di contrasti in cui le luci abbracciano sempre le ombre.

Siamo andati a Napoli per correre la maratona sociale come non facevamo da tanto tempo ormai. Una gara piccola, non certo le classiche maratone da millemila partecipanti: eravamo poco meno di tremila persone distribuiti su varie distanze (maratona, mezza maratona e sea run), ma tutti facente parte di un unico grande fiume che scorre e non sta mai fermo. Come ogni faccia di un dado, ogni maratona è diversa dall’altra e anzi… ogni chilometro di una singola maratona è diverso da ogni altro chilometro della stessa maratona. Tutto scorre direbbero i filosofi dell’antica Grecia. Un attimo siamo carichi a molla e ci sembra di avere dentro l’energia di un vulcano da far impallidire il Vesuvio e il ristoro dopo siamo in crisi, cotti a fuoco lento sotto il sole che ci lessa come patate. Un refolo di vento, giusto uno sbuffo del dio Eolo ci risolleva il morale e ci fa sentire come aquiloni che si alzano in aria, ma stando troppo vicini al sole ci si brucia le ali ed ecco che ci schiantiamo al suolo al chilometro successivo, proprio quando pensavamo di essere a buon punto. Qualcuno le vive così le maratone, come una tortuosa montagna russa… soprattutto in giornate calde come questa, quando il sole sembra uscito direttamente dalla fucina del dio Vulcano. Proviamo a distrarci pensando a tutto quello che Maria ci ha raccontato il giorno prima, mentre ci portava a passeggio per la città in cerca della magia (L’arte è magia passeggiando con Maria), ma è difficile concentrarsi, perchè ogni volta il caldo ci rifila uno scappellotto per ricordarci che siamo lucertole sotto il sole. Cosa diceva Maria? Che Napoli è una città di contrasti, luci e ombre… ecco, magari ci fosse un po’ di ombra… con tante delizie nascoste fra le sue vie… un caffè, se ci fosse… ma anche sotto le sue vie, in quelle Napoli sotterranee che nascondono storie tragiche di sopravvivenza e rinascita… sottoterra ci finiamo noi ogni volta che guardiamo l’orologio e scopriamo che non siamo neanche a metà… incerti se quella che vediamo è un’allucinazione partorita dalla nostra mente stanca oppure la sirena Partenope pronta a gettarsi in acqua dagli scogli, costeggiamo il mare prima in su, verso i Campi Flegrei che tremano… poi in giù verso le meraviglie di Ercolano e Pompei, all’ombra (sempre l’ombra…) del Vesuvio. Due giri uguali ma diversi, come Giano Bifronte: il primo accompagnati per mano da Eolo, il secondo presi a frustate da Efesto… (per non dire presi a calci nel c… non si può dire, ma rende meglio!). La maratona d’altra parte è così, una fatica erculea, avvolta nella mitologia perchè quando poi la andiamo a raccontare ai posteri mischiamo sempre quello che è storia con i momenti di poca lucidità che abbiamo avuto in gara… e iniziamo così: nei tempi che furono, quando ero giovane e correvo veloce come il vento tra le spighe dei Campi Elisi poco dopo le calende di ottobre a Neapolis…

Foto di gruppo in Piazza del Plebiscito, pochi minuti prima della partenza

Maratona, 42 km

Cusini Sergio3:36:08
Castellani Livio3:54:54
Cusini Ceno4:01:07
Canclini Federica4:18:34
Castellani Tiziano4:27:21
Viviani Dario4:39:29
Usai Elena4:43:32
Barindelli Donatella4:55:03
Cusini Norbertino5:03:52
Confortola Teo5:13:30

Sea run, 12 km

Galli Claudia1:23:12
Galli Alberta1:23:13
Marchesini Roberta1:29:25
Galli Emanuela1:29:26
Confortola Dalia1:48:45
Corvi Romina1:48:45
Balatroni Carmen1:48:46

Mezza maratona, 21 km

Bormolini Armando1:39:51
Silvestri Marco1:44:28
Rodigari Roberto1:45:39
Rodigari Lorenzo1:48:50
Gastaldini Daniele1:55:18
Bormolini Leo1:58:59
Bormolini Nando2:01:06
Negri Antonio2:01:26
Mazzucchi Roberto2:06:35
Ponti Cristiano2:10:59
Zini Emanuela2:21:08
Cusini Nada2:22:40
Colturi Stefania2:24:16
Viviani Luciano2:24:16
Galli Cristina2:27:39
Castellani Agnese2:38:13
Cusini Giorgio2:54:35
Galli Lucia2:54:36

Vertical al Troi dali Resa 2023: gli ingranaggi invisibili

Il giorno dopo ogni gara, che sia di corsa, in bici oppure una partita di qualche sport di squadra, si scrivono articoli o commenti su come è andata, chi ha vinto, quanto ci hanno messo ad arrivare in cima. Si fanno resoconti e si tirano le somme. Lo stesso vale per tutti gli eventi, anche quelli più piccoli e che non comportano necessariamente una classifica: una gita, un’escursione, una maratona sociale…

Nel fare tutti questi ragionamenti e nel postare qualche commento su facebook ci si dimentica sempre di una cosa fondamentale… non lo si fa per cattiveria, ma semplicemente perché lo si dà per scontato: il lavoro INVISIBILE di chi organizza. C’è un piccolo gruppo di persone (… poche, pochissime persone, ma per fortuna che ci sono…) che sono come gli ingranaggi di un orologio: nessuno sa di preciso cosa fanno e come si muovono. Visto che sono INVISIBILI nessuno pensa a cosa succederebbe se si fermassero…

Queste persone sono quelle che rispondono al telefono nei loro momenti liberi, anche quando non vorrebbero… sono quelle che risolvono i problemi, spesse volte prima ancora che si manifestino. Sono quelli che la mattina si alzano prima degli atleti e quando quelli stanno ancora facendo colazione sono già sul percorso a posizionare le bandierine oppure in cima a scaldare il tè. Sono quelli che fanno i conti e che devono pensare a tutto, ma proprio a tutto… perché quando la maggior parte delle persone si pone certi quesiti è già troppo tardi e quindi bisogna pensarci prima…

Questi ingran… anzi, queste persone, se ne fanno poco dei ringraziamenti e delle belle parole… sarebbe più utile agevolare il loro lavoro, provando a mettersi nei loro panni.

Viviamo in una società che ci abitua a dare per scontate troppe cose. Ci sembra tutto dovuto e regolato sulle nostre esigenze. In realtà il mondo non funziona proprio così…

 

Per organizzare una gara come il Vertical al Troi dali Resa ce ne vogliono tante di persone così, tante che domenica erano addirittura più dei concorrenti. Ci vogliono i ragazzi del soccorso alpino disseminati lungo il percorso, che se tutto va bene non devono fare nulla, ma si sono comunque svegliati presto per salire a piedi là dove chi fa la gara corre… ci vogliono i volontari che la sera prima sono saliti a scaldare il baitel, che portano la legna e preparano il tè caldo… ci vuole qualcuno che il giorno prima sale con lo zaino in spalla a segnalare il percorso con le bandierine e anche qualcuno che poi quelle bandierine le raccoglie… e poi ci vuole qualcuno che consegna i pettorali, ritira gli zaini, consegna i buoni, perché poi, una volta in cima bisogna pur scendere… ci vuole chi prepara le classifiche, prende le iscrizioni e registra i tempi, perché altrimenti che gara è? E poi ci vuole chi sta dall’altra parte della macchina fotografica, perché il giorno dopo è bello guardare le fotografie, ma non si scattano da sole…

 

A questo link le fotografie della gara, quelle belle da guardare, quelle che non si scattano da sole… https://photos.app.goo.gl/iyGumbYvzBigSZ6s9 (fotografie di Martina Bianchini)

Vertical Io Vagabondo 2023: dritto per dritto

Il podio femminile
Il vincitore maschile

“La metto qua, questa bandierina, va bene?

“Sì, va bene lì… adesso dobbiamo decidere come fare? Mettiamo dentro qualche curva come il primo anno?”

“Nah, andiamo su dritto per dritto, cosa dici?”

“Sì, meglio… dritto per dritto!”

Ed ecco la quarta edizione del Vertical Io Vagabondo in memoria di Albertino Mottini. Si parte alle 20:30 puntuali dal parcheggio giù in basso… giù, perchè noi siamo già alla Tea Borch a guardare dall’alto il serpentone di atleti che di serpentesco non ha nulla, perchè non c’è neanche una curva in mezzo al tracciato: è una linea dritta, sembra tracciata con il righello! Dal parcheggio si sale lungo il costone d’erba seguendo le due file di bandierine arancioni che segnano il percorso un po’ come le luci di un aeroporto delimitano una pista di atterraggio… solo che qua c’è da atterrare in discesa… o in salita… dipende da dove la si guarda: a noi dall’alto sembra una discesa… a loro giù in basso sembra sicuramente una salita! Non abbiamo messo curve, sarebbe stato troppo semplice. E poi oggi ha piovuto, l’erba è ancora bagnata… così è ancora più divertente. 

La gara è corta, il primo a tagliare il traguardo impiega poco più di tre minuti: giusto l’attimo di un respiro. Quando il vincitore è in cima, gli ultimi sono ancora in fondo, hanno appena iniziato a risalire il costone. A vederli da sopra sembrano delle formiche un po’ troppo cresciute e trasmettono tutta la loro fatica: salgono ingobbiti, quasi piegati in due, con la fronte che quasi sfiora il terreno che in alcuni tratti ha delle pendenze… esagerate!

Tante formiche… ops, atleti… sono maratoneti, gente abituata a correre delle ore prima di sedersi a tavola in compagnia. Qua invece, in pochi minuti si è già davanti ad un bel bicchiere di vino e un abbondante piatto di sciatt e affettati, pronti per un terzo tempo rugbystico. Probabilmente per tutti i presenti questa è la parte più bella del Vertical: il momento in cui si sta insieme a ridere e scherzare nel ricordo di Albertino Mottini. C’è anche un po’ di Africa: qualcuno è di parte, ma quel pizzico di Africa rende tutto più interessante… mentre si mangia e si chiacchiera spensierati scorrono le immagini di un lontano pezzo di Kenya… prima che la serata finisca ci sarà una lotteria per raccogliere fondi per i progetti umanitari in quell’angolo di mondo. 

Alle soglie della mezzanotte si spengono le luci e ci si prepara a scendere a rotoloni verso valle (… eventualmente c’è anche il comodo sentiero, quello che non abbiamo voluto fare in salita…) con la luna piena che rischiara il bosco e che è lì, come un pallone pronta a rotolare, anche lei, giù dalle montagne.

Le gare sociali dell’estate

Mezza estate se n’è andata… è ora di aggiornare il sito con qualche nuovo articolo. Quindi ecco qui, niente di meglio che le classifiche delle gare sociali organizzate dal settore Marathon in questi mesi: la Cronoscalata al Crap da la Paré e il Vertical Io Vagabondo in ricordo del nostro amico Albertino Mottini. 

CRONOSCALATA AL CRAP DA LA PARE’
Venerdì, 1 luglio 2022

ranknome atletaannotempo
1Canclini Sergio199800:26:48
2Galli Nicola199500:27:30
3Bertocchi Nicola199700:28:20
4Ferrari Stefano198700:30:07
5Mambretti Emanuele196800:30:28
6Confortola Manuel198500:31:10
7Bormolini Fausto196700:31:40
8Compagnoni Iseo196200:31:51
9Cusini Myriam197600:33:01
10Viviani Dario196700:33:33
11Cusini Massimo197300:34:15
12Bormolini Leo196500:35:38
13Confortola Greta199600:36:53
14Meraldi Andrea198300:36:55
15Cusini Luca199500:37:44
16Pradella Natalia196400:38:08
17Castellani Tiziano196400:39:42
18Canclini Federica198000:41:24

VERTICAL IO VAGABONDO
Martedì, 2 agosto 2022

ranknome atletaannotempo
1Canclini Sergio199800:03:41.80
2Cusini Max199700:03:42.54
3Bormolini Thomas199300:03:43.43
4Bormolini Nicolas199300:03:44.41
5Mottini Edoardo200400:03:54.91
6Mottini Manuel199000:04:00.26
7Silvestri Andrea199600:04:13.13
8Bertocchi Nicola199700:04:26.28
9Confortola Manuel198500:04:34.03
10Urbani Nicola200200:04:34.78
11Pastore Umberto199600:04:37.08
12Antognoli Stefano199900:04:45.25
13Compagnoni Iseo196200:04:46.83
14Feroleto Silvia199900:04:48.85
15Bormolini Alfredo196500:04:56.85
16Bormolini Fausto196700:05:06.00
17Cusini Gelsomino196400:05:22.39
18Cusini Manuel199400:05:24.62
19Cusini Massimo197300:05:30.49
20Presazzi Giacomo200200:05:32.79
21Cusini Amos199900:05:36.72
22Cusini Alex200100:05:37.99
23Silvestri Michele199500:05:39.99
24Viviani Dario196700:05:44.42
25Canclini Caterina199900:05:47.74
26Cusini Lino197400:05:55.07
27Lazzeri Daniele196300:06:00.08
28Bormolini Leo196500:06:06.43
29Longa Sonia197400:06:09.69
30Cusini Jonatan199300:06:13.94
31Merseli Rijad200300:06:20.29
32Galli Rocco197300:06:25.79
33Galli Greta198400:06:28.01
34Castellani Tiziano196400:06:35.51
35Taglietti Paolo195500:06:47.52
36Rodigari Roberto195900:06:48.05
37Faifer Jacopo200200:06:51.63
38Bormetti Paolo197600:06:57.06
39Confortola Monica198800:06:58.42
40Pasin Erika199300:07:00.62
41Viviani Fabio197100:07:05.72
42Galli Emanuela197500:07:17.62
43Silvestri Emiliya200400:07:36.46
44Silvestri Alice199600:07:40.05
45Viviani Michele199800:07:46.06
46Mottini Ennio199900:07:47.64
47Martinelli Paolo200000:07:50.59
48Pedretti Francesco197000:07:57.06
49Rodigari Barbara199300:08:10.26
50Gastaldini Daniele195600:08:21.59
51Bormolini Gianni197000:08:42.25
51Cusini Myriam197600:08:42.25
53Silvestri Caterina200100:08:51.04
54Galli Claudia198000:09:01.02
55Lampugnani Paolo196900:09:23.84
56Bertoletti Paola196400:09:29.54
57Rodigari Milena197000:09:32.94
58Cusini Michele199000:09:39.14
59Dallapozza Luciano194600:10:03.50
60Silvestri Lucia196600:10:08.73
61Silvestri Elisabetta197300:10:51.52
62Mottini Angelica195800:11:09.34
63Kruja Andi198800:14:33.90

Nuovo anno, nuove gare! Quanto voglia di correre!!

Ormai l’anno nuovo è iniziato già da un mese! E poi… che anno!! Quello che è cominciato è un anno speciale per tutti gli appassionati di sport, infatti è quello olimpico! Voi vi sentite olimpici?!?! Se non vedete l’ora che arrivi l’estate e cominciate a sentire una voglia particolare di correre, ecco alcune gare in Valtellina e dintorni che potrebbero alleviare la vostra irrequietezza…  

Gli ultimi sgoccioli di stagione… la Valtellina Wine Trail!

La stagione delle corse si avvia al termine… certo, qualcuno ha ancora qualche gara da fare prima di Natale, ma il grosso dei podisti di Livigno sta già cominciando a preparare gli sci da fondo e le scarpe da running le ha già messe nell’armadio… prima di chiudere però, come sempre, ecco la splendida gara lungo i vigneti e le cantine della Valtellina… 

VALTELLINA WINE TRAIL, 42 KM

09/11/19Valtellina Wine TrailCusini Michele04.23.13
09/11/19Valtellina Wine TrailCusini Myriam04.40.04
09/11/19Valtellina Wine TrailBormolini Fausto05.13.19
09/11/19Valtellina Wine TrailCusini Gelsomino05.13.24
09/11/19Valtellina Wine TrailMambretti Emanuele05.19.11
09/11/19Valtellina Wine TrailSilvestri Matteo05.23.15
09/11/19Valtellina Wine TrailConfortola Monica05.24.10
09/11/19Valtellina Wine TrailPedrana Enrico05.24.16
09/11/19Valtellina Wine TrailMartinelli Nicola05.28.39
09/11/19Valtellina Wine TrailPozzi Luca05.28.46
09/11/19Valtellina Wine TrailCusini Maurilio05.38.14
09/11/19Valtellina Wine TrailLonga Sonia05.39.51
09/11/19Valtellina Wine TrailLazzeri Matteo Gervasio05.44.14
09/11/19Valtellina Wine TrailLonga Onorato05.46.58
09/11/19Valtellina Wine TrailCusini Sergio05.49.49
09/11/19Valtellina Wine TrailUsai Elena05.53.28
09/11/19Valtellina Wine TrailCanclini Federica05.55.12
09/11/19Valtellina Wine TrailViviani Manuel06.09.41
09/11/19Valtellina Wine TrailBertolini Alex06.26.28
09/11/19Valtellina Wine TrailViviani Dario06.40.27
09/11/19Valtellina Wine TrailBarindelli Donatella07.07.40

VALTELLINA WINE HALF TRAIL, 21 KM

09/11/19Valtellina Wine Half TrailDessi Matteo01.48.48
09/11/19Valtellina Wine Half TrailSilvestri Federico01.50.09
09/11/19Valtellina Wine Half TrailDonchi Alessandro02.05.47
09/11/19Valtellina Wine Half TrailLenatti Mauro02.06.06
09/11/19Valtellina Wine Half TrailZini Cristian02.09.35
09/11/19Valtellina Wine Half TrailBongiolatti Matteo02.10.09
09/11/19Valtellina Wine Half TrailBormolini Leo02.12.15
09/11/19Valtellina Wine Half TrailRastelli Giulio02.13.22
09/11/19Valtellina Wine Half TrailCusini Max02.14.24
09/11/19Valtellina Wine Half TrailOcchi Carlo02.20.14
09/11/19Valtellina Wine Half TrailGalli Greta02.20.36
09/11/19Valtellina Wine Half TrailCusini Lino02.22.20
09/11/19Valtellina Wine Half TrailGalli Daniele02.22.50
09/11/19Valtellina Wine Half TrailGastaldini Daniele02.23.43
09/11/19Valtellina Wine Half TrailLeoni Loris02.24.07
09/11/19Valtellina Wine Half TrailGalli Omar02.25.33
09/11/19Valtellina Wine Half TrailPaindelli Luigi02.27.46
09/11/19Valtellina Wine Half TrailBarbalace Domenico02.28.56
09/11/19Valtellina Wine Half TrailRodigari Ermanno02.30.02
09/11/19Valtellina Wine Half TrailAndreola Jenny02.30.03
09/11/19Valtellina Wine Half TrailRodigari Roberto02.34.39
09/11/19Valtellina Wine Half TrailGalli Claudia02.46.44
09/11/19Valtellina Wine Half TrailZini Emanuela02.50.27
09/11/19Valtellina Wine Half TrailPonti Cristiano02.50.27

SASSELLA WINE TRAIL, 12.5 KM

09/11/19Sassella Wine TrailTrameri Patrizia01.35.13
09/11/19Sassella Wine TrailPedretti Francesco01.51.53
09/11/19Sassella Wine TrailCavalli Maria Cristina01.56.08
09/11/19Sassella Wine TrailConfortola Megghi02.06.26
09/11/19Sassella Wine TrailMartinelli Giovanna02.07.01
09/11/19Sassella Wine TrailGalli Cristina02.11.22
09/11/19Sassella Wine TrailMottini Nicolas02.29.49

 

Beh, a questo punto ci vediamo alla cena di fine stagione. Tenetevi liberi sabato 23 novembre!!

La nostra maratona a casa di Dracula

Budapest?! No, Bucarest… É facile confondersi tra le due città che hanno un nome simile… mia mamma continua a ripetere in giro che è stata a Budapest, ma é anche vero che continua a chiamarmi come mio fratello e chiama mio fratello con il mio nome, perció…! In ogni caso una é la capitale dell’Ungheria e l’altra della Romania. Quella dove siamo andati noi per la maratona sociale é… rullo di tamburi… Bucarest!

A sentirla nominare non viene in mente niente di particolare… nomini Roma e ti viene in mente il Colosseo, Parigi e ti passa per la testa la Tour Eiffel, Londra e immagini il Big Ben… Bucarest e… niente, vuoto di memoria. Però anche la capitale rumena ha il suo luogo simbolo, l’abbiamo scoperto anche noi del Marathon che ci siamo andati per correre la maratona. La gara partiva e arrivava proprio davanti al simbolo della città e anzi, per lunghi tratti era ben visibile da ogni angolo d’osservazione: il Palazzo del Parlamento é un mastodontico edificio che sorge nel cuore di Bucarest e che al momento della sua costruzione (non tanto indietro nel tempo… anni Ottanta… sono quasi piú vecchio io…) ha cambiato per sempre la struttura urbanistica dell’intera città. Basta pensare che per fare spazio si sono dovuti inventare un sistema per sollevare, imbragare e trascinare con carrucole e rotaie interi edifici per spostarli di qualche centinaia di metri.

Come si diceva qui sopra la maratona partiva e arrivava dalla piazza di fronte al Palazzo. Da lí parte un lungo viale ricopiato dagli Champs Elysees di Parigi e arricchito da oltre trenta fontane che creano giochi d’acqua che per un momento distraggono qualunque corridore sfinito facendogli dimenticare la fatica. Una delle fontane, quella principale in piazza Unirii é come le sirene che attirano i marinai di Ulisse, solo che questa attira i maratoneti piú esausti invogliandoli a gettarsi nella vasca per una nuotatina rinfrescante. Quando un atleta stava per mettere il piede in acqua sentiva gli incoraggiamenti di Ketty e Romeo e rinsaviva, come se l’avessero svegliato da un sogno… e allora via di corsa… un passo alla volta, perché due insieme é impossibile farli!

Era caldo e qualcuno di noi sicuramente l’ha patito un po’… ma c’è stato anche chi ha migliorato il proprio personale: tutte donne però… uomini, stavolta ci hanno surclassato! Monica Confortola ed Elena Usai nella maratona Claudia Galli nella mezza maratona e Annarita Lanfranchi nella dieci chilometri si sono migliorate, laddove tanti altri invece hanno sofferto un po’… Leo, avevi caldo quando ti sei tolto la maglietta? Dario, eri tu che tenevi in piedi la transenna o lei che teneva in piedi te? Livio… no, beh… Livio é andato alla grande! Sul podio insieme a Monica e Sergio, complimenti presidente! Norbertino, quest’anno ti eri giá migliorato a Roma, direi che va bene cosí… Gli altri?? Luciano Ferrari, Annamaria Intilla, Marco Simonazzi, Giulio Sosio… io… abbiamo comunque corso una maratona, mica roba da poco!! Quando lo dici in giro di solito la gente pone la domanda ovvia e inutile tipo: “Quanto era lunga la maratona?” E alla risposta scontata “Quarantadue chilometri e un po’…” guardano allibiti come se avessero visto un asino volare e rispondono: “Ah, così tanto…!

Per fortuna il mondo non ha come unita di misura solo la maratona… si può scegliere di correrne qualcuno meno, la metá oppure anche solo (…si fa per dire…) dieci chilometri. Quelli che optano per questa scelta si prendono automaticamente in carico il compito di aspettare all’arrivo per incitarli quelli che vogliono esagerare facendo la gara lunga. A Bucarest c’erano i ragazzi di Trepalle: Roberto Mazzucchi, Roberto Rodigari e Lorenzo Rodigari e poi anche quelli che al momento di iscriversi sono sempre un po’ indecisi se accontentarsi oppure osare di piú, Giulio Rastelli, Claudia Galli e Alberta Galli (… per quest’anno é andata cosí, il prossimo anno facciamo paghi uno e prendi due… 21 km x 2…). Fra di loro c’era anche l’esordiente Cristina Galli, alla prima mezza in carriera… che dire, brava!

La distanza piú corta invece corrisponde a dieci chilometri, che se ci pensate bene non sono proprio pochi… per fare un paragone: vuol dire andare di corsa dall’Aquagranda al Camino, forse anche un po’ piú su! In Romania ne abbiamo schierati sette al via: Agnese Castellani, Carmen Balatroni, Patrizia Scherini, Lucia Bormolini, Luciano Dallapozza, Piergianni Martinelli e Annarita Lanfranchi che oltretutto ha anche migliorato il proprio personale sulla distanza.

Il lungo viale delle fontane di Bucarest si presta bene anche per le gare dei bambini e visto che con noi c’era anche Filippo Trabucchi ci siamo organizzati per fargli il tifo lungo il percorso… il piú giovane atleta del Marathon in gara quest’anno!! 8 anni e non sentirli!!

Ecco dunque come é andata la nostra maratona, attesa per un’estate intera e ormai giá archiviata. Ah, no… mancano gli accompagnatori, che sbadato! Proprio loro che con una passione sfegatata aiutano, incitano, offrono da bere e da mangiare… avevano pure la birra! Un valido sostegno per chi, passata la soglia critica dei trenta chilometri, comincia ad avere le allucinazioni e sentirsi come Dorando Pietri. A quel punto non rimane che fare un passo alla volta e pensare che si é quasi arrivati… I nostri accompagnatori erano Romeo Antonioli, Caterina Ghidotti, Giulia Ballabio, Jlde Cantoni, Oscar Salari e soprattutto Tiziano Castellani che qualcuno giura di aver visto in piú punti del percorso nello stesso momento…

Della Romania che si può dire? Ha edifici enormi, gelati squisiti, un traffico caotico, tantissime fontane che ogni tanto offrono spettacoli di luce e acqua davvero eccezionali, ristoranti tanti, ma con un servizio taaaaanto lento; ci sono un paio di linee metropolitane, ma se non parlate rumeno fare i biglietti può diventare un problema: voi dite una cosa, il bigliettaio ne capisce un’altra, ma voi non capite la risposta e quindi alla fine si giunge ad un accordo, ma non si sa bene quale biglietto alla fine si é acquistato… una corsa, dieci ingressi, giornaliero, mensile, doppio, triplo, game, set & match… boh, vabbè, multumesc!

CLASSIFICA BUCHAREST MARATHON

13/10/19Maratona di BucarestConfortola Monica03.23.38
13/10/19Maratona di BucarestCusini Sergio03.25.44
13/10/19Maratona di BucarestCastellani Livio03.34.07
13/10/19Maratona di BucarestCusini Norbertino03.38.37
13/10/19Maratona di BucarestSosio Giulio03.40.37
13/10/19Maratona di BucarestUsai Elena03.56.36
13/10/19Maratona di BucarestBormolini Leo04.18.49
13/10/19Maratona di BucarestFerrari Luciano04.38.13
13/10/19Maratona di BucarestViviani Dario04.44.09
13/10/19Maratona di BucarestViviani Manuel05.08.26
13/10/19Maratona di BucarestSimonazzi Marco05.39.09
13/10/19Maratona di BucarestIntilla Annamaria06.23.13

CLASSIFICA BUCHAREST HALF MARATHON

13/10/19Bucharest Half MarathonRodigari Lorenzo01.42.17
13/10/19Bucharest Half MarathonRodigari Roberto01.42.53
13/10/19Bucharest Half MarathonRastelli Giulio01.43.41
13/10/19Bucharest Half MarathonMazzucchi Roberto01.50.45
13/10/19Bucharest Half MarathonGalli Claudia01.51.24
13/10/19Bucharest Half MarathonGalli Alberta02.14.27
13/10/19Bucharest Half MarathonGalli Cristina02.27.29

CLASSIFICA BUCHAREST 10 KM

13/10/19Bucharest Marathon 10 KMScherini Patrizia00.55.40
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMBalatroni Carmen01.01.42
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMCastellani Agnese01.05.42
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMDallapozza Luciano01.07.45
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMMartinelli Piergianni01.10.02
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMLanfranchi Annarita01.10.02
13/10/19Bucharest Marathon 10 KMBormolini Lucia01.13.49

ACCOMPAGNATORI

Ghidotti Caterina, Antonioli Romeo, Cantoni Jlde, Ballabio Giulia, Trabucchi Filippo, Salari Oscar, Castellani Tiziano e Bormolini Nando (dal divano di casa… ah ah ah!)