SCOPRI BUCAREST

Come tutti ormai saprete quest’anno per la maratona sociale andremo a Bucarest in Romania. In questa sezione del sito pubblicheremo ogni settimana una curiosità sulla Romania e la sua capitale Bucarest per imparare a conoscere la nostra prossima meta: un conto alla rovescia lungo un’estate intera.

Alla scoperta della Romania
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La maratona di Bucarest partirà in via della Libertà proprio di fianco al Palazzo del Parlamento, meglio conosciuto come Casa Poporului. Si tratta della struttura più pesante al mondo (è nel Guinness dei Primati, giuro!!) ed è anche il secondo edificio più grande al mondo per estensione ed il terzo per volume. Se volete comprarlo costa circa 3 miliardi di dollari (tenete presente che però dovrete assumere un numero cospicuo di donne delle pulizie!!). Misura 270 metri x 240 metri, ha un’altezza di 84 metri, ma si estende anche sotto il suolo per 92 metri. Conta 1.000 stanze, 64 saloni e oltre 60 gallerie. Per costruirlo hanno utilizzato circa un milione di metri cubi di marmo della Transilvania, 3.500 tonnellate di cristallo, 480 candelieri, 1.409 luci e specchi, 700.000 tonnellate di acciaio e bronzo per porte e finestre, 900.000 metri cubi di legno per i parquet e per i rivestimenti, infine… 200.000 metri quadrati di tappeti di lana. Durante gli anni della sua ricostruzione ci fu una tale richiesta di marmo che le pietre tombali dovettero essere realizzate con altri materiali perché non ce n’era abbastanza per tutto. Circa un sesto della città fu raso al suolo per edificare questo pachiderma. Perciò, se siete abbastanza alti da vedere sopra le teste degli altri atleti alla partenza della maratona, guardate alla vostra sinistra… il Palazzo del Parlamento è quell’edificio grande! Se non siete abbastanza alti e non l’avete visto non preoccupatevi lo rivedrete da un’altra angolazione all’arrivo!

La Romania è la terra di Nadia Comaneci. Tutti sanno chi è Nadia Comaneci! Ma per chi non lo sa… è la prima atleta ad aver ottenuto un 10 perfetto nella ginnastica alle Olimpiadi di Montreal 1976 nelle parallele. Fino ad allora nessuno aveva mai immaginato potesse succedere una cosa simile, nemmeno i tabelloni elettronici che non erano programmati per assegnare un punteggio così alto. Il suo esercizio fu praticamente… perfetto! La minuta ginnasta rumena che si esibì davanti ad un pubblico incredulo aveva appena 14 anni 8 mesi e 6 giorni è la più giovane atleta ad aver vinto un alloro olimpico!) In quell’edizione dei Giochi Olimpici riuscì perfino a ripetersi altre sei volte con un punteggio perfetto e vinse altre due medaglie d’oro (concorso generale e trave) oltre ad un argento (nella prova a squadre) e un bronzo (nel corpo libero). Durante la maratona, quando sarete intorno al km 20,5 guardatevi intorno, nei pressi ci sarà una clinica per bambini che è stata finanziata e porta il nome di Nadia Comaneci. Se non credete che la perfezione possa esistere date un’occhiata al video della sua esibizione qui sotto:

Le Terme di Bucarest si trovano a 15 km dal centro città e sono le terme più grandi d’Europa! Tanto per dare i numeri… 250.000 mq di superficie, 9 piscine, 10 saune, 16 scivoli d’acqua, 800.000 piante tra cui palme ed orchidee (ce n’è addirittura una ultracentenaria proveniente dalla Cina!). Il complesso può ospitare fino a 4.000 persone. Che altro dire?! Ah, giusto… l’acqua è scaldata da un centinaio di schiavi che spalano carbone. No, scherzo…! viene estratta ad una profondità di 3.100 metri! Ci sono tre zone: The Palm è la zona principale del complesso, Galaxy è la zona divertimento con gli scivoli adatti sia ai bambini che a Nando ed infine Elysium è la zona wellness con diversi tipi di saune a varie temperature per il relax della mente e del corpo.

E’ ora di cominciare a parlare di qualcosa che ci interessa più nello specifico… la corsa. Chi conosce Tiberiu Useriu? Nessuno immagino! Tibi è un ultramaratoneta rumeno che ha vinto per tre anni consecutivi la gara più fredda, più dura e più ventosa del mondo: la 6633 Arctic Ultra! Già il nome spiega tutto… il traguardo è posizionato ad una latitudine di 66°33′ a nord dall’Equatore. Un posticino caldo caldo!! Ma quanto è lunga questa gara? Eh, taaaaaanto… 380 miglia (1 miglio = 1,609 km, quindi 380 miglia = 612 km) da percorrere in autosufficienza lungo il Circolo Polare Artico. Il buon Tiberiu ha vinto le edizioni 2016, 2017 e 2018 e detiene il record della gara con soltanto 172 ore e 50 minuti! Basta poco che ce vo… Ma la storia di Tiberiu Useriu non è fatta solo di corsa: rovistando fra le poche informazioni che si trovano su internet e che non siano in lingua romena si scopre una storia personale degna di un film hollywoodiano. Ci sarebbe anche un libro autobiografico 27 de pasi (sfortunatamente non è ancora stato tradotto in italiano…) in cui racconta la sua travagliata vita fatta di una condanna a 23 anni di carcere per rapine a mano armata e tentato omicidio scontata dietro le sbarre prima di riabilitarsi grazie alla corsa e ad alcuni progetti ambientali per la tutela del territorio. Uscito di prigione nel 2010 si è dedicato alla corsa arrivando appunto a vincere per tre anni consecutivi una delle gare più dure al mondo. A livello personale dirige un’organizzazione non governativa chiamata Tasuleasa Social che si occupa di vari progetti tra cui la riforestazione di alcune zone boschive, una scuola di escursionismo, la realizzazione della Via Transilvanica (www.viatransilvanica.com), un percorso di quasi mille chilometri attraverso la natura selvaggia della Romania e la Via Maria Theresia Marathon(www.via-maria-theresia.ro): una gara di trail con varie distanze (80 km, 42 km, 21 km, mountain bike e triathlon) attraverso le Calimani Mountains. Ma, tornando per un attimo a livello sportivo, Tiberiu ha corso quest’inverno un’altra garetta facile facile… la Yukon Arctic Ultra in Canada (oltre 700 chilometri!!). Peccato che non è finita proprio benissimo per lui… dopo due giorni di gara l’hanno trasportato in ospedale con un principio di congelamento ai piedi. Ma niente di cui preoccuparsi, parole sue… Ci riproverà il prossimo anno! Tiberiu ha fatto della corsa un modo per affrontare i propri demoni interiori e cacciarli via… o congelarli!

Forse non lo sapete, ma il più famoso rumeno della storia è… un vampiro! Niente di meno che Dracula! Il celebre conte della Transilvania nato dalla penna dello scrittore irlandese Bram Stoker è il protagonista di un’infinità di libri, videogiochi, film e perfino cartoni animati. Chi non ha letto il romanzo oppure non l’ha visto sul grande schermo interpretato da Bela Lugosi (Dracula, 1931) Christopher Lee (Dracula il vampiro, 1958) oppure da Gary Oldman nel più recente Dracula di Bram Stoker del regista Francis Ford Coppola (1992). E se non siete appassionati del genere horror avrete almeno visto la parodia Fracchia contro Dracula con Paolo Villaggio (1985) oppure Dracula morto e contento di Mel Brooks (1995). Ancora niente? Beh, allora proviamo con i cartoni animati… chi non ha visto Hotel Transylvania? Ok, ora ci siamo! Abbiamo capito di chi stiamo parlando… Quello che forse non sapete è che Bram Stoker ha preso in prestito il suo personaggio da una figura storica realmente esistiti: Vlad III di Valacchia. Ma chi era veramente Vlad III detto Dracula? E la sua terribile fama è giustificata? Avremo tempo per approfondire l’argomento, ma intanto se volete cominciare a conoscere meglio Dracula ecco alcuni film che potete gustarvi da qui a ottobre per familiarizzare con il personaggio, visto che andremo a casa sua a correre la maratona…

La settimana scorsa abbiamo lasciato una storia in sospeso: che era veramente Dracula? E perché la sua fama è tanto terribile? Partiamo dal presupposto che Vlad III di Valacchia detto Dracula sia vittima della più grande e meglio riuscita fake news medievale. E’ risaputo che Bram Stoker, lo scrittore irlandese che ha inventato il personaggio, per creare il conte Dracula prese spunto da alcuni pamphlet messi in giro dai mercanti sassoni di Transilvania che ce l’avevano con Vlad perché aveva tolto loro le esenzioni commerciali di cui avevano sempre beneficiato con i regnanti precedenti. Il loro intento era quello di screditarlo raccontando cose terribili sul suo conto: di lui dissero che si divertiva a torturare i suoi nemici, che impalava gli avversari e poi li guardava morire agonizzando, di lui dissero che provava un sadico piacere dal bollire e scuoiare i suoi prigionieri. Di lui dissero perfino che era un cannibale e che beveva il sangue delle sue vittime. Figlio del Diavolo dicevano che volesse dire il suo nome… Per carità, non era certo una stinco di santo, però…

Vlad III nacque in una cittadine al confine con la Transilvania chiamata Sighisoara nel 1431. Il padre Vlad II Dracul era reggente della Valacchia oltre che cavaliere dell’Ordine del Drago, un’istituzione creata per proteggere l’Europa cristiana dalle invasioni turche. Il drago era simbolo della lotta contro il male e proprio il drago entrò a far parte dello stemma di famiglia. Lo stesso Vlad III quando prese il potere assunse il nome di Dracula, ossia figlio del Drago (… altro che Diavolo, semmai tutto il contrario!). Quando il padre venne assassinato dai nobili locali che ambivano al potere, il giovane Vlad III fuggì a nord verso la Transilvania. Durante la sua fuga soggiornò per un breve periodo nel Castello di Bran (sito ufficiale: http://www.bran-castle.com), quello stesso castello che Bram Stoker scelse come casa per il suo vampiro. Al giorno d’oggi il Castello di Bran è uno dei luoghi più visitati dai turisti e ci si può perfino trascorrere la notte dormendo in una stanza con le bare al posto dei letti e nella notte di Halloween si può addirittura cenare con il conte Dracula in persona con le stesse pietanze che vengono servite nel romanzo al protagonista: pollo alla paprica. Vietato portare aglio e scattare selfie! I vampiri non si possono riflettere negli specchi e quindi in fotografia non vengono bene! Nella realtà Vlad III trascorse qui pochi giorni. Riorganizzate le forze Vlad marciò sulla Valacchia per riprendersi il trono e scelse la cittadina di Targoviste come sua capitale facendoci costruire una fortezza inespugnabile. Ma per consolidare il suo potere Vlad decise che non era sufficiente e così nella domenica di Pasqua del 1459 invitò tutti i nobili locali ad un banchetto. E da abile stratega qual era colse l’occasione per imprigionare tutti i suoi nemici in un colpo solo: ne fece impalare oltre cinquecento (terribile, eppure è vero! Era una pratica abbastanza comune in quei tempi e Vlad se ne servì per creare un’aura di terrorismo psicologico e per scoraggiare ogni altro nemico). Quelli che non finirono infilzati come spiedini furono obbligati a marciare nelle foreste della Transilvania fino al punto in cui Vlad aveva deciso di erigere una fortezza inaccessibile, il Castello di Poenari, il vero castello di Dracula. Oggi rimangono soltanto i ruderi, ma al massimo dello splendore occupava tutta la cima della montagna ed era praticamente  irraggiungibile. Fu costruito dai nobili che erano sopravvissuti al massacro di Pasqua ridotti in schiavitù. Dalla nuova fortezza poteva controllare le vie di comunicazione utilizzate dai sassoni di Transilvania, mercanti di origine germanica che si arricchivano alle spalle della popolazione locale. Appunto, quelli che hanno dato il via alla più grande fake news del Medioevo! Ma i problemi di Vlad erano ben altri: da sud incombevano i turchi ottomani che miravano alla conquista dell’Europa. Il piccolo regno di Valacchia era l’ultimo baluardo a difesa della cristianità. Fu proprio Vlad a fondare la città di Bucarest in questo periodo, come avamposto per frenare l’avanzata turca. Il nemico era molto più forte (per fare un paragone… uno qualunque del Marathon contro un keniano… su una maratona… vogliamo scherzare?!). Costretto a rifugiarsi nelle foreste della Transilvania compiva azioni contro i nemici volte a insinuare in loro il terrore e a fiancarne il morale: li attaccava di notte, avvelenava i pozzi, pagava perfino dei malati perché si insinuassero nell’accampamento nemico per diffondere le infezioni e cosa più terribile di tutte si lasciava alle spalle migliaia di nemici impalati, al punto che il comandante turco decise di ritirarsi. Alla fine comunque in un modo o nell’altro i turchi ebbero la meglio (di solito come finisce in questi casi? Ah, già… un traditore uccise Vlad III…). La sua testa fu tagliata e portata in ogni angolo dell’impero ottomano per celebrare la vittoria, mentre il suo corpo fu seppellito sull’isola monastero di Snagov, anche se c’è qualcuno convinto che la sua tomba sia vuota…

Quindi in fin dei conti Dracula è vittima di una bufala diventata secolare. E cosa più importante: noi andiamo a correre la maratona nella città fondata da Dracula!!

Prossimo aggiornamento: giovedì 30 maggio