La Ronda Ghibellina: un giro di ronda

Ecco è giunta l’ora giusta
I verbi son finiti e terminati i salmi.
Preparatevi alla Ronda, alla mischia, alla battaglia…
A l’armi… a l’armi!

Sono i giorni della merla nell’anno dell’edizione decimo quarta della Ronda Ghibellina. I colli aretini sono ancora avvolti dall’abbraccio blu che sfuma in azzurro: il colore che precede l’alba, quel momento in cui il sole sta per sorgere, ma prima di scavalcare l’orizzonte si ferma un attimo, un indugio appena oltre lo sguardo. In lontananza il cielo schiarisce, i primi raggi sfiorano la torre in alto dove volano i falchi, il cavallo è bardato e sellato, pronto per essere montato dal cavaliere con l’armatura: ai piedi della collina, dietro la linea di partenza centinaia di bocche respirano, il loro fiato si trasforma in vapore. Fa freddo, ma non tanto per essere gennaio. Centinaia di cuori, abbinati a quelle centinaia di bocche, scandiscono i secondi che li separano dalla partenza del giro di Ronda. Li attende subito una salita, lunga, faticosa, impervia: guarderanno dall’alto della prima collina il sole allungare le sue membra sulla terra ondulata della Toscana. Pian piano il vapore si leverà dal suolo e la giornata si farà calda, ma loro saranno già stati inghiottiti dai boschi, attesi da salite ancora più impervie e discese tecniche. La crosta di ghiaccio delle pozze di fango lungo il cammino con l’incedere del giorno si scioglie rendendo la corsa più saporita, condita dei tratti romantici delle avventure medievali. Ruderi di antiche costruzioni si celano nei boschi fitti che in altre epoche hanno nascosto chissà quanti e quali nemici. Piccoli borghi tra queste colline offrono riparo e ristoro a quanti con il passare dei chilometri necessitano di un brodo caldo, una bruschetta con un filo d’olio o più semplicemente un goccio di tè caldo. Le salite si alternano alle discese, una dopo l’altra, ma la più dura è nel finale: il sole domina sull’inverno e incalza implacabile, nemmeno le foglie degli alberi offrono riparo. L’ultima salita sembra una scorciatoia senza tornanti per risalire dall’inferno dantesco: dalla cima lo sguardo si spinge fino all’arrivo, quasi ci si sente sciogliere dalla gioia ad immaginare quella lunga discesa di un paio di miglia che accompagna gli intrepidi fino all’arrivo, di nuovo lì, ai piedi della collina, all’ombra della torre di Castiglione Fiorentino. Una coppa per ogni arrivato, un boccale di birra, dolce come nettare degli dei. 

La Ronda Ghibellina è una gara di trail fra le colline aretine. Si corre a fine gennaio, durante i giorni della merla: farà freddo, pensavamo. Non è stato così, non quest’anno almeno… si possono scegliere varie distanze: la 50 miglia, una vera impresa! la classica 45 chilometri, il cuore della manifestazione! la minacciosissima Ronda Assassina da 25 chilometri, basta il nome! oppure la Ronda Minima da 15 chilometri, ma seppur minima, non meno bella! e ancora la Marcia Ardita, una camminata di 30 km sul percorso grosso modo della gara classica e la Dog Trail, corsa a 6 zampe! Un’organizzazione impeccabile, un percorso e dei paesaggi da lasciare senza fiato, un’atmosfera medievale da romanzo cavalleresco d’altri tempi, insomma un’avventura da vivere almeno una volta nella vita!