I gatti, i rami d’ulivo e la maratona di Atene

Siete mai stati all’Acropoli di Atene?
Se la risposta è sì, allora avrete sicuramente notato i gatti che gironzolano tra le colonne doriche che un tempo sostenevano il tetto del Partenone.
Se invece la risposta è no, allora fidatevi, ce ne sono veramente tanti: non solo nel sito archeologico più importante della Grecia, ma in tutta la città. Ce ne sono tantissimi neri, ma ce ne sono di ogni tipo, razza e colore. 
La guida che ci ha accompagnato a visitare la città ci ha fornito una dettagliata spiegazione del motivo per cui sono così numerosi, ma all’interpretazione “scientifica”, io ne preferisco una più romantica… qualcuno ha suggerito che quei gatti fossero le anime dei soldati ateniesi morti in battaglia. 
Senza sforzare troppo la mente, mi immagino quelle anime mentre tornano a casa a piedi dal campo di battaglia per tornare in vita con le sembianze di gatti che si mettono a protezione della loro città e dell’Acropoli. 
Io sono abituato ai miei gatti, che hanno paura anche della loro ombra. 
Quelli ateniesi, invece, se ne stanno pacifici a fissarti, come se sapessero benissimo che lì, i padroni, sono loro! 
Evidentemente non hanno paura… forse perché hanno il coraggio dei soldati ateniesi che combatterono contro Sparta e prima ancora contro i temibili Persiani di Dario. 
Bisogna stare attenti con i giochi di parole, perché parlando di gatti il termine “persiano“ assume tutto un altro significato.
Ad ogni modo mi sono chiesto se fra quei micioni ce ne fosse anche uno che si chiamava Filippide come il messaggero che nel 490 a.C. corse dal campo di battaglia di Maratona fino ad Atene per portare la notizia della vittoria dell’esercito contro i Persiani e per avvisare la città che il nemico sarebbe presto arrivato. 
Secondo la leggenda l’eroico soldato partì al termine della battaglia, dopo aver combattuto per oltre tre ore sotto al sole. Corse per tornare in città e morì subito dopo aver recapitato il suo messaggio di speranza. 
Quindi anche la sua anima si era meritata il diritto di tornare come gatto. 
Atene e Maratona sono lontane tra loro esattamente quarantadue chilometri. 
Un caso?! chiederete voi… 
Non proprio… 
Da quell’impresa il barone Pierre de Coubertin prese spunto per organizzare la prima maratona della storia: quella dei primi Giochi Olimpici dell’era moderna. 
Di Olimpiadi se ne parla in abbondanza in questi giorni, anche se quelle di cui parliamo noi sono mascherate di bianco. Il fuoco della fiamma olimpica però è lo stesso.
Quelle del barone non potevano che svolgersi in una sola città: Atene! Era il 1896… 
E dove si corse quella maratona?! 
Lungo il percorso originale dalle colline di Maratona fino allo Stadio Panathinaiko, un piccolo gioiello ai piedi dell’Acropoli che per gli appassionati di corsa italiani ha un sapore particolare ed è legato ad un nome: Stefano Baldini.
Tutti vorremmo essere Stefano ed entrare da vincitori in quello stadio come fece lui ai Giochi Olimpici di Atene 2004… 
Il problema è che non tutti siamo veloci come lui… 

Quest’anno il Marathon Club ha deciso di andare a correre la maratona ad Atene, non perchè volessimo cominciare a respirare in anticipo lo spirito olimpico… per quello ci sarà tempo tra qualche settimana.
No, piuttosto ad attrarci, è stata la coincidenza che questa fosse la quarantaduesima edizione della maratona di Atene: quarantadue è un numero che ricorre spesso nel nostro campo e che ha il significato particolare di allenamento, sfida, impegno, fatica, sofferenza, coraggio, soddisfazione, gioia, estasi, felicità… non per forza in quest’ordine. 
Quando il consiglio ha deciso di proporla non ci aspettavamo che avremmo dovuto far riservare un aereo intero solo per noi… si sono iscritte cinquantasei persone, poi ne abbiamo perse per strada alcune e alla fine siamo partiti in cinquantuno. 
Praticamente una delegazione olimpica!
Anzi, alle Olimpiadi ci sono delegazioni meno numerose della nostra.
Alle maratone sociali di solito ci sono alcuni accompagnatori, tanti iscritti alle distanze più brevi e soltanto un numero ristretto si lancia sulla maratona vera e propria. In questo caso il fascino della storia ha giocato un ruolo fondamentale e ha spinto la maggior parte a iscriversi alla gara più lunga, bella e affascinante del panorama sportivo. 
Ventisette maratoneti con tanti esordienti… alcuni molto giovani, ma affiancati dai soliti “vecchietti” ricchi di esperienza. 
Durante l’estate ognuno si è allenato a modo suo: qualcuno è andato in Africa sperando di diventare veloce come i kenyani, altri hanno percorso avanti e indietro la ciclabile di Livigno fino ad impararne a memoria ogni macchia sull’asfalto. Qualcuno ha corso sui sentieri, qualcuno in salita, qualcuno in discesa… qualcuno si è disperato quando ha visto il giorno della maratona avvicinarsi senza aver avuto il tempo di prepararsi. 
Qualcuno non si è proprio preparato… non mi vedete, ma ho alzato la mano. 
Avevo deciso di non fare la maratona prima ancora di partire per Atene. 
Non mi ero allenato, perché avrei dovuto farla?! 
Poi però ho visto lo Stadio Panathinaiko e mi sono detto che dovevo arrivarci… anche camminando, andava bene lo stesso. E così ho fatto: una lunga camminata di sette ore!
Lungo la strada da Maratona ad Atene c’erano tante persone ad applaudire e ad allungare ai corridori i rametti d’ulivo. L’ulivo è strettamente legato ad Atene perché è simbolo di pace e prosperità e secondo la leggenda è stato donato alla città direttamente dalla dea Atena. Anche a me allungavano i rametti d’ulivo, anche se ero fra gli ultimi… 
Davanti a me c’erano tutti gli altri atleti del Marathon Club. 
Vi racconterei come è andata, ma chi lo sa?! Nemmeno li ho visti! 
Proviamo però ad usare l’immaginazione e blocchiamo lo scorrere del tempo fermando la sabbia nella clessidra per passare sopra al percorso della maratona a volo d’uccello. Volando guardiamo in basso e cerchiamo le magliette bianche, gialle e blu del Marathon Club. Innanzitutto scegliamo una civetta per farci trasportare in volo… non è una scelta casuale: la civetta è un altro simbolo molto importante per la dea Atena. 
Siamo pronti!
Eccomi là, in fondo al gruppo. Quello che cammina sono io e qualche chilometro più avanti ci sono Cristina Flematti e i due Luciano: Ferrari e Trabucchi.
Senza perdere di vista i corridori, lanciamo lo sguardo all’orizzonte verso il mare, ma teniamolo stretto per non farlo volare via come un aquilone senza controllo. Tutto intorno ci sono le colline della campagna greca con salite leggere, ma che vanno sempre in su… una bella sfida se affrontate correndo una maratona. C’è sicuramente da fare fatica, per fortuna abbiamo le ali e possiamo volarci sopra!
Per un pelo non perdevamo Emanuela Zini, eccola lì, quasi in cima alla prima salita. 
Chi sarà il prossimo?
Ma certo, Leo Bormoliniaspetta, ma… dov’è Tiziano?! Sono partiti insieme, nella stessa griglia e anche senza averli visti possiamo immaginarli mentre confabulano prima dello start. Se c’è uno, l’altro non può essere troppo lontano. Rallentiamo il volo e cerchiamo meglio. Quella maglia bianca non può essere Tiziano, perchè chi l’indossa ha i capelli biondi e lunghi… è Donatella Barindelli. Andiamo poco più avanti, vediamo altre due divise del Marathon Club: uno è Cristiano Ponti e l’altro è proprio Tiziano Castellani!
Per fortuna l’abbiamo trovato; possiamo proseguire tranquilli e risalire il lungo serpentone che striscia verso Atene.
Ecco Nada Cusini che era partita insieme a Emanuela: lo so, perché le ho viste in griglia mentre ridevano e scherzavano in attesa del loro turno.
E giusto un chilometro più avanti due esordienti: Mattia Rodigari e Roberto Galli. Per loro è la prima maratona e viene naturale chiedersi cosa passa per la loro testa in questo momento. Dalla nostra prima volta è passato tanto tempo e i ricordi sono sbiaditi: per riaccenderli bisogna riviverli attraverso gli occhi di chi si ritrova in quella situazione oggi… ce lo faremo raccontare dopo!
Queste divagazioni ci hanno distratto e siamo andati troppo avanti: guardiamo indietro. Ci sono Norbertino Cusini e Daniele Gastaldini. Quanta “esperienza” in un solo colpo d’occhio! 
Fianco a fianco Elena Usai e Dario Viviani: sono partiti insieme, ma lungo la strada ognuno è andato per conto suo… come sempre ad un certo punto si sono riavvicinati e scommetto che arriveranno allo Stadio Panathinaiko insieme.
Gli esordienti stanno andando proprio bene, eccone uno: Giulio Rastelli. Certo, lui ha già corso la Valtellina Wine Trail, ma la maratona è un’altra cosa… 
E davanti a lui?! No, è impossibile! 
Ceno Cusini. Cosa ci fa tutto solo? Lui e Livio sono partiti insieme con l’idea di fare gara di coppia… cosa è successo?! Cerchiamo, cerchiamo meglio, ma del suo compagno nessuna traccia. 
C’è Miriam Coira alla prima trasferta con il gruppo e uno starnuto più avanti Marco Silvestri… scendiamo a chiedere se ha visto Livio… è più avanti – ci suggerisce. 
Ciao, Livio Castellani! Pensavamo di averlo perso, invece ci ha imbrogliato, cambiando compagno a metà gara… insieme a lui c’è Federico Cusini
Ormai dovremmo essere alla soglia delle quattro ore di gara. Ne mancano ancora alcuni all’appello… Forza, Emil Martinelli, corri che ti mancano pochi secondi per scendere sotto il muro delle quattro ore!! 
Finora di quelli che abbiamo visto nessuno ha migliorato il proprio personal best, ma siamo convinti che i prossimi ce la faranno. Sì, ne siamo sicuri! 
Andrea Martinelli e Greta Confortola. Bravi! Avessimo le mani applaudiremmo, ma con le ali non si riesce… 
Chi manca ancora?
Vediamo… Sergio Cusini e soprattutto, là, davanti a tutti Paolo Rodigari. Per essere un esordiente vola con le ali ai piedi come il messaggero degli dei Hermes. Per un pelo non riusciva a stare sotto la soglia fatidica delle tre ore… 
Siamo ormai ad Atene, in fondo a quel lungo rettilineo in discesa si entra allo Stadio Panathinaiko… è un’emozione unica anche per una civetta, figurarsi per un atleta!
Potremmo considerare questo posto l’ombelico del mondo dello sport.
Se tra qualche settimana avremo i Giochi Olimpici fuori dalla finestra di casa, ricordiamoci che è cominciato tutto da qui…
Siamo arrivati e possiamo scendere sugli spalti dello stadio per riavviare la sabbia del tempo e aspettare l’arrivo dei nostri atleti insieme agli accompagnatori e a chi ha corso la dieci chilometri questa mattina prima che partisse la maratona. Li abbiamo trascurati perché la maratona con la M maiuscola meritava tanta attenzione, ma c’erano anche loro.

Ma io lo so che voi volete sapere i risultati e quindi eccoli…

RISULTATI MARATONA

Rodigari Paolo3:04:40
Cusini Sergio3:41:54
Confortola Greta3:43:03
Martinelli Andrea3:50:02
Martinelli Emil4:00:34
Castellani Livio4:09:26
Cusini Federico4:09:30
Silvestri Marco4:19:42
Coira Miriam4:22:27
Cusini Ceno4:24:25
Rastelli Giulio4:34:11
Usai Elena4:38:57
Viviani Dario4:38:57
Gastaldini Daniele4:39:03
Cusini Norbertino4:40:32
Galli Roberto4:45:21
Rodigari Mattia4:51:37
Cusini Nada4:56:06
Castellani Tiziano5:04:04
Ponti Cristiano5:04:25
Barindelli Donatella5:10:46
Bormolini Leo5:20:13
Zini Emanuela5:26:26
Trabucchi Luciano5:43:47
Ferrari Luciano5:52:58
Flematti Cristina6:27:58
Viviani Manuel6:59:35

RISULTATI RUN 10 KM

Bormolini Nando0:54:05
Giacometti Cristina0:59:11
Gurini Ornella1:02:32
Antonioli Giorgia1:03:50
Giannerini Tania1:05:48
Marchesini Roberta1:06:51
Galli Claudia1:06:52
Scherini Patrizia1:07:58
Galli Alberta1:08:44
Bormolini Merj1:11:56
Galli Cristina1:14:21
Bormolini Lucia1:14:34
Gianotti Giuliano1:14:39
Castellani Agnese1:14:54
Galli Emanuela1:14:54
Martinelli Giovanna1:17:08
Balatroni Carmen1:24:51
Confortola Dalia1:24:51

 

RISULTATI RUN 5 KM

Trabucchi Filippo0:23:04

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